26 Aug, 2026 - 13:10

Nella Lega la fronda contro Salvini è diventata pubblica

Nella Lega la fronda contro Salvini è diventata pubblica

Salvini ha i giorni contati nella Lega? E' la domanda che tutti si stanno facendo in queste ore. 

Da settimane, dirigenti e amministratori della Lega, soprattutto quelli delle regioni del Nord, criticano la gestione del partito da parte del vicepremier a cui non “perdonano” la svolta nazionale e forse neanche la candidatura di Roberto Vannacci alle Europee del 2024.

Con l'annuale raduno di Pontida alle porte è difficile capire cosa succederà nelle prossime settimane, ma mettendo in fila fatti e dichiarazioni delle ultime settimane, il quadro delle divisioni appare abbastanza netto. 

La Lega che Salvini ha cambiato, trasformandola da partito del Nord a partito nazionale, oggi sembra voler cambiare Salvini. 

Nella Lega la fronda contro Salvini è diventata pubblica

I malumori a via Bellerio non sono certo una novità, soprattutto dopo il crollo verticale nei sondaggi e l'ascesa di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Dopo la rottura degli indugi da parte del capogruppo in Senato Massimiliano Romeo e del governatore lombardo Attilio Fontana, le critiche pubbliche alla gestione di Salvini sono diventate più esplicite e le richieste di un cambio di linea, più evidenti.

La fronda interna ormai non viene più nascosta, anche se il partito resta diviso e molti dirigenti continuano a difendere Salvini

Il 20 agosto Massimiliano Romeo ha detto che la gestione del partito non va, mentre Attilio Fontana ha chiesto una leadership più collegiale. Salvini nelle ultime ore ha aperto alla condivisione delle responsabilità, senza però mettere in discussione la propria posizione.

"La dirigenza è scollata dalla realtà e il partito è sempre più schiacciato sulla destra", ha spiegato Romeo, evidenziando i motivi del dissenso. 

Invece, rispondendo a chi gli chiedeva se le lacerazioni nel partito possano portare ad una seconda “notte delle scope” per il partito (il riferimento e alla crisi del 2012 che portò alle dimissioni di Umberto Bossi), il governatore lombardo Fontana ha detto di sperare di no, ma che "più passa il tempo, più la lacerazione rischia di diventare irreversibile”.

La resa dei conti potrebbe avvenire tra poche settimane, sul pratone di Pontida il prossimo 20 settembre.

Alcuni esponenti della fronda stanno indicando proprio quella data come possibile momento per chiedere formalmente un cambiamento al vertice.

Chi sta contestando il segretario della Lega

Nell'ultima settimana, in particolare, il clima intorno al segretario Salvini è diventato particolarmente rovente, ma non è detto che la frattura si concluda con un passo indietro del vicepremier. 

Non sembra esistere, infatti, al momento una fronda compatta. C'è chi contesta in maniera esplicita la gestione del partito e chi sta chiedendo un cambio di equilibri all'interno della segreteria, evita lo scontro. 

Volendo fare una distinzione di massima, nel gruppo di quelli che contestano apertamente Salvini, ci sono sicuramente Attilio Fontana e Massimiliano Romeo. Più sfumata è invece la posizione dei governatori Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, che fanno parte del fronte che chiede maggiore peso per i territori e un maggiore coinvolgimento degli amministratori.

La contestazione, tuttavia, va oltre l'attuale gruppo dirigente. Roberto Castelli, storico esponente della Lega e oggi alla guida del Partito Popolare del Nord, ha accusato Salvini e la Lega di aver danneggiato gli interessi del Nord. 

L'ex deputato Paolo Grimoldi, segretario federale del Patto per il Nord, inoltre ha aperto ad un possibile confronto e dialogo con Romeo e Fontana. 

Salvini prova a ricucire, ma Pontida si avvicina

E Salvini? Naturalmente non ha nessuna intenzione di farsi da parte. Ieri nel corso del punto stampa al Meeting di Rimini, ha detto di non essere preoccupato dalla rivolta dei governatori della Lega in vista di Pontida.

Nei giorni scorsi, intervenendo alla Festa della Lega di Pinzolo, ha invitato i cronisti a chiedere conto delle critiche interne alla Lega “a chi critica”.

Sempre da Pinzolo, tuttavia, il leader della Lega ha inviato un segnale distensivo:

virgolette
La mia intenzione è quella di unire, costruire e coinvolgere tutti quelli che danno valore aggiunto: governatori, sindaci, amministratori, senza eslcudere nessuno. Gli unici che si auto escludono sono quelli che invece di fare, disfano. Nella Lega c'è tantissimo spazio per chi ha idee, rapporti, relazioni e voglia di costruire, nessuno escluso.

I governatori e gli esponenti del fronte del Nord chiedono quindi più peso per i territori e una gestione meno accentrata del partito, con una squadra di amministratori che affianchi Salvini e riporti al centro le questioni del Nord.

 

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