Manca ormai pochissimo alla chiusura delle indagini preliminari sul delitto di Garlasco, fissata al 28 settembre 2026. Secondo le ultime indiscrezioni lanciate dal TG1, quattro nuove consulenze tecniche su Andrea Sempio saranno depositate dalla Procura di Pavia entro questo mese di agosto. Ma a tenere banco nel dibattito mediatico sul caso è anche il cosiddetto "giallo dell'Estathé", il brick ritrovato tra i rifiuti di casa Poggi, che sarebbe di un lotto diverso rispetto a quelli conservati nel frigorifero della villetta.
A TAG24, il criminologo forense Gianni Spoletti ha analizzato gli ultimi sviluppi, sottolineando come "la Procura della Repubblica di Pavia abbia adottato una strategia che probabilmente non darà troppo spazio all’attuale indagato".
Secondo quanto emerso, le nuove consulenze riguarderanno quattro aspetti cruciali dell'inchiesta: il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi; l'impronta a pallini rinvenuta sulla scena del crimine; la compatibilità tra le impronte e il piede di Sempio e la consulenza psichiatrica già decisa nelle scorse settimane.
Tra gli approfondimenti disposti assumerebbe un rilievo particolare quello psichiatrico affidato al professor Roberto Catanesi, sottolinea Gianni Spoletti. "È una perizia che, secondo il mio punto di vista, segnerà il confine tra chi vuole Andrea Sempio fuori dall’indagine e chi invece, come la Procura, lo vuole dentro l’indagine".
"Qualora dovesse risultare la pericolosità sociale di Sempio, questo significherebbe veramente moltissimo ai fini processuali", afferma.
Un altro punto affrontato nell’intervista riguarda la spazzatura rinvenuta nell’abitazione di Chiara Poggi. Il documentarista Luigi Grimaldi sostiene che il brick di Estathé rinvenuto tra i rifiuti, sequestrati il giorno dell’omicidio e repertati soltanto mesi dopo, non apparterrebbe allo stesso lotto della confezione conservata nel frigorifero.
Secondo Spoletti, questa circostanza richiede verifiche approfondite e mette in luce alcune criticità nella gestione della scena del crimine.
"La gravità della vicenda è che la spazzatura è stata repertata otto mesi dopo", afferma, evidenziando inoltre la mancata analisi di altri elementi, tra cui capelli, cenere e tappetino della cucina.
Gennaro Cassese, ex colonnello dei Carabinieri di Vigevano, è indagato dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco con l’ipotesi di false informazioni al pubblico ministero. L'indagine riguarda le dichiarazioni rese da Cassese ai magistrati durante un interrogatorio, in cui ha affermato di non ricordare due episodi legati alla deposizione di Andrea Sempio del 2008.
"Cassese è in una situazione problematica. Non si trova affatto in una situazione facile da gestire", sostiene Gianni Spoletti. "Le due testimonianze, quella di Sempio e quella di Cassese, non combaciano, non hanno punti di incontro investigativi e criminologici".
In vista dell'imminente chiusura delle indagini, fissata al 28 settembre, l'esperto non esclude ulteriori novità. "Temo che ci sia qualche altro colpo di scena. Me lo aspetto", conclude.
L'intervista integrale a Gianni Spoletti è disponibile sul canale Youtube di TAG24