21 Aug, 2026 - 15:25

Giorgia Meloni al NYT: "Con Trump pensavo sarebbe stato più facile, in Italia voglio la rivoluzione dell'orgoglio"

Giorgia Meloni al NYT: "Con Trump pensavo sarebbe stato più facile, in Italia voglio la rivoluzione dell'orgoglio"

Oggi la premier Giorgia Meloni ha dato una lunga intervista al New York Times in cui ha toccato tutti i punti dell'attualità politica. Il primo, con il quotidiano di Times Square, è stato quello dei rapporti con Donald Trump.

Del resto, la scelta di parlare con il giornale più importante d'America (nonché del mondo), dal punto di vista politico, sembra proprio essere un braccio teso verso l'inquilino della Casa Bianca dopo le recenti polemiche scatenate da una differente valutazione della guerra contro l'Iran.

Meloni, il messaggio a Donald Trump sul New York Times

Ma quali sono state le parole che Giorgia Meloni ha fatto pervenire al presidente americano Donald Trump? 

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È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con lui, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e cultura woke, ma le cose sono andate diversamente

Meloni ha ammesso che con il presidente americano non si parla da diverse settimane e alla domanda se lei e Trump avranno modo di tornare a relazionarsi dopo la pausa estiva, ha detto:

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Beh, vedremo. Io continuo a ritenere che l'unità dell'Occidente sia fondamentale. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali

Meloni contro la cultura woke

Fatto sta che Giorgia Meloni ha avuto modo, con l'intervista rilasciata al NYT, di dire la sua anche su altri temi.

Il primo è quello della cultura woke. Alexandria Ocasio-Cortez, nei giorni scorsi, ha cambiato rotta su questo punto, dicendo che cavalcarla non porterà nulla di buono alla sinistra. E da lì si è scatenato un dibattito che si alimenta anche in Italia.

Oggi, ad esempio, Giuseppe Conte ha firmato una lunga lettera sul tema a Repubblica.

Ma Meloni l'ha messa così:

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Ciò che mi interessa è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei Ministri. Questa è uguaglianza, non essere chiamata 'la presidente'...

Meloni e il nodo dell'immigrazione

Impossibile, poi, sottrarsi alle domende sull'immigrazione. Giorgia Meloni, a tal proposito, ha risposto alla segretaria del Pd Elly Schlein che aveva parlato di "boomerang" nel vedere, dopo la scelta di sospendere Schengen, diversi Paesi europei decidere di rispedire in Italia alcuni loro migranti:

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Elly Schlein parla di “boomerang” e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla. Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti “Dublinanti”. Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito il concetto anche in un post sui social:

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Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche, questo Governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano.Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori

In ogni caso, la conclusione cui giunge Meloni è questa:

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La priorità per l’Italia resta il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace. È questa la strada che il Governo continuerà a seguire

No a un'Italia sottomessa, sì a "una rivoluzione dell'orgoglio"

Meloni, al New York Times, è tornata a sottolineare un concetto a cui tiene molto:

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Non mi piace l'idea di un'Italia sottomessa, un'Italia che si considera inferiore alle altre. Il mio obiettivo è realizzare la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell'orgoglio

Meloni, a tal proposito, ha tratto spunto anche dalla sua storia personale:

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Credo che ciò che mi ha portato fin qui sia stato il coraggio di schierarmi dalla parte scomoda della storia. Di scegliere di andare controcorrente. Non mi piace che gli altri mi dicano quali sono i miei limiti, ha aggiunto. Un n è una delle cose che mi motiva di più

 

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