La Juventus ha finalmente trovato il suo nuovo portiere, ma paradossalmente proprio l'arrivo di Guglielmo Vicario ha aperto un'altra questione. Il reparto bianconero è infatti diventato improvvisamente affollato e la società deve adesso decidere cosa fare con Mattia Perin e Michele Di Gregorio.
L'arrivo di Vicario, ufficializzato dalla Juventus, rappresenta una scelta importante per la costruzione della squadra. Ma il mercato non si ferma all'acquisto dell'ex Tottenham: adesso servono le uscite. E proprio qui si trova uno dei nodi più delicati degli ultimi giorni prima dell'inizio del campionato.
Il ruolo del portiere è uno dei più delicati nella costruzione di una squadra. Non basta avere giocatori forti: servono gerarchie chiare, soprattutto quando si avvicina l'inizio della stagione.
La Juventus si presenta invece al nuovo campionato con tre nomi di primo piano e una situazione ancora da definire.
Vicario è arrivato per occupare un ruolo centrale nel progetto. Perin rappresenta esperienza, affidabilità e conoscenza dell'ambiente bianconero. Di Gregorio, invece, è un portiere sul quale la Juventus aveva investito e che soltanto recentemente sembrava destinato a rappresentare una soluzione importante per il futuro.
Il problema, quindi, non è la qualità del reparto. È esattamente il contrario: ci sono troppe situazioni da sistemare.
L'arrivo di Vicario modifica inevitabilmente le gerarchie.
La Juventus non avrebbe completato un'operazione di questo tipo per aggiungere semplicemente un altro elemento alla rosa. L'obiettivo è costruire una gerarchia più definita e affidarsi a un portiere considerato funzionale al nuovo progetto.
Da questo punto di vista, la presenza di Vicario rende ancora più probabile almeno una partenza.
Le indiscrezioni delle ultime ore indicano infatti che il club sta lavorando alle uscite di Perin e Di Gregorio. Una delle ipotesi emerse riguarda proprio Perin, mentre per Di Gregorio la situazione appare più complessa perché le offerte ricevute non avrebbero convinto pienamente la società.
Questa è la domanda che interessa maggiormente i tifosi.
Perin è un portiere esperto, conosce perfettamente l'ambiente e ha dimostrato più volte di poter essere affidabile anche quando viene chiamato in causa. Proprio per questo la Juventus non avrebbe intenzione di svenderlo.
Di Gregorio rappresenta invece un caso completamente diverso. Il portiere arrivato a Torino era stato individuato come un investimento importante e il club non può ignorare il valore tecnico ed economico dell'operazione.
La situazione potrebbe quindi diventare una partita a scacchi.
Se arriva un'offerta adeguata per Di Gregorio, la Juventus può valutarla. Se invece le condizioni economiche non saranno soddisfacenti, potrebbe essere Perin a diventare il giocatore maggiormente sacrificabile.
Ed è proprio questa dinamica a rendere il reparto portieri uno dei mercati più interessanti degli ultimi giorni dell'estate.
A pochi giorni dall'inizio della Serie A, una situazione del genere non è ideale.
Il portiere è un ruolo nel quale la stabilità conta moltissimo. Un allenatore vuole sapere chi sarà il titolare, chi sarà il secondo e quale sarà la soluzione in caso di emergenza.
La Juventus deve invece ancora completare questo puzzle.
Non è un problema tecnico nel senso tradizionale del termine. Non manca un portiere. Ce ne sono addirittura troppi rispetto alle esigenze di una rosa che deve essere organizzata in ogni reparto.
E proprio per questo le prossime operazioni saranno fondamentali.
Il reparto portieri è spesso sottovalutato quando si parla di mercato. In realtà può incidere moltissimo sull'equilibrio di una squadra.
La Juventus ha scelto di intervenire con Vicario e ora deve trasformare questo acquisto in una struttura definitiva.
La domanda è quindi semplice: chi resterà?
Al momento Vicario appare destinato a essere uno dei punti centrali della nuova Juventus, mentre Perin e Di Gregorio sono coinvolti in una situazione di mercato ancora aperta. Le indiscrezioni parlano di possibili uscite e anche di ulteriori scenari nel caso in cui entrambi dovessero partire.
La vicenda dei portieri racconta anche un'altra cosa: la Juventus sta ancora costruendo la propria identità.
Non si tratta soltanto di comprare giocatori. Il club deve stabilire gerarchie, liberare spazio, ridurre i reparti troppo affollati e contemporaneamente mantenere una rosa competitiva.
Vicario è quindi soltanto il primo pezzo di un puzzle più grande.
Il vero lavoro comincia adesso, con le cessioni.
E proprio perché l'inizio della Serie A è ormai vicinissimo, ogni decisione assumerà un peso maggiore. La Juventus non può permettersi di arrivare alla prima giornata con un reparto ancora sospeso tra tre portieri e diverse possibilità di mercato.
Vicario è arrivato. Ma il caso portieri della Juventus è tutt'altro che chiuso.