19 Aug, 2026 - 10:25

Coppa Italia Serie C 2026/27, perché Guidonia e Livorno rischiano l’eliminazione a tavolino?

Coppa Italia Serie C 2026/27, perché Guidonia e Livorno rischiano l’eliminazione a tavolino?

La Coppa Italia Serie C si è trasformata in un caso che va ben oltre il risultato del campo. Due gare del primo turno, Grosseto-Guidonia Montecelio e Livorno-Reggiana, non sono state ancora omologate e rischiano di cambiare completamente il volto del tabellone. A tenere con il fiato sospeso Guidonia e Livorno sono due questioni differenti ma altrettanto delicate: da una parte la posizione di un giocatore che avrebbe dovuto scontare una squalifica, dall’altra un tesseramento diventato esecutivo soltanto dopo la partita.

Il risultato conquistato sul terreno di gioco, dunque, non è ancora sufficiente per garantire il passaggio del turno. Ed è proprio questo il paradosso della vicenda: due squadre che hanno vinto possono ancora essere eliminate a tavolino.

Guidonia e Livorno, perché rischiano l’eliminazione dalla Coppa Italia Serie C

Il punto di partenza è semplice. Il Guidonia ha battuto il Grosseto 3-2, mentre il Livorno ha superato la Reggiana 3-1. Due vittorie che avrebbero dovuto garantire alle formazioni vincitrici l'accesso al turno successivo.

La situazione è però cambiata dopo i reclami presentati dalle squadre sconfitte. Il Giudice Sportivo ha deciso di non omologare i risultati e di mantenere sub iudice le due partite.

Non significa che Guidonia e Livorno siano già state condannate. Significa, al contrario, che bisognerà verificare se i calciatori contestati fossero effettivamente utilizzabili nelle rispettive gare.

Ed è qui che si apre il doppio caso.

Per il Guidonia il problema riguarda Valerio Mastrantonio e una squalifica maturata nella Coppa Italia Serie D. Per il Livorno, invece, il nodo riguarda Tommaso Mancini e il momento in cui il suo tesseramento è diventato esecutivo.

Due vicende completamente diverse, ma con una possibile conseguenza identica: la perdita della partita a tavolino e l'eliminazione.

Il caso Guidonia: Mastrantonio doveva scontare la squalifica?

La vicenda più complessa dal punto di vista interpretativo riguarda il Guidonia.

Il Grosseto ha contestato la posizione di Valerio Mastrantonio, schierato nella gara terminata 3-2 per il Guidonia. Il calciatore era stato squalificato nella finale della Coppa Italia Serie D 2024/25 e proprio su questa sanzione si concentra il reclamo della società toscana.

La domanda alla quale dovrà rispondere la giustizia sportiva è quindi molto precisa: la squalifica maturata nella Coppa Italia Serie D doveva essere scontata anche nella Coppa Italia Serie C?

Il Grosseto sostiene di sì e, sulla base di questa interpretazione, ha chiesto che venga riconosciuta la propria vittoria a tavolino.

Se la tesi del club toscano dovesse essere accolta, il risultato di 3-2 verrebbe cancellato e sostituito da un 3-0 a tavolino per il Grosseto.

Per il Guidonia significherebbe una conseguenza pesantissima: niente turno successivo e qualificazione del Grosseto.

La difesa del Guidonia: la Coppa Italia Serie D è un'altra competizione

Il Guidonia, però, non considera irregolare la presenza di Mastrantonio.

La società laziale ha costruito la propria difesa partendo dal principio secondo cui le sanzioni devono essere scontate nella competizione nella quale sono state comminate, salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa.

La questione diventa quindi soprattutto regolamentare.

Il Guidonia sostiene che la squalifica maturata nella Coppa Italia Serie D non debba automaticamente produrre effetti nella Coppa Italia Serie C, considerando la distinzione tra le due competizioni. Il club ha inoltre ricordato che il calciatore era già stato impiegato in una precedente gara di Coppa Italia Serie C senza che la sua posizione fosse stata contestata.

È questo uno degli elementi che rendono il caso particolarmente interessante.

Non siamo infatti davanti a una situazione nella quale una società ammette semplicemente di aver schierato consapevolmente un giocatore non utilizzabile. Al contrario, il Guidonia ritiene di aver interpretato correttamente la normativa e aspetta che sia il Giudice Sportivo a stabilire quale delle due letture sia quella corretta.

Cosa rischia concretamente il Guidonia

Lo scenario peggiore è comunque molto chiaro.

Se il reclamo del Grosseto venisse accolto, il Guidonia potrebbe perdere la partita 3-0 a tavolino e sarebbe eliminato dalla Coppa Italia Serie C.

Una beffa enorme considerando che la squadra ha segnato tre reti sul campo e ha conquistato la qualificazione sul terreno di gioco.

Ma è proprio questa la caratteristica delle competizioni a eliminazione diretta: una questione regolamentare può avere lo stesso peso di una sconfitta.

Il Guidonia, dunque, non rischia semplicemente una multa o una sanzione disciplinare. Il rischio vero è vedere cancellata una vittoria e perdere immediatamente il posto nel tabellone.

Il caso Livorno: il problema è il tesseramento di Mancini

La situazione del Livorno è differente e, per certi versi, ancora più particolare.

Gli amaranto hanno battuto la Reggiana 3-1, ma gli emiliani hanno presentato reclamo per la posizione di Tommaso Mancini, utilizzato nella partita del 14 agosto.

Il problema riguarda il visto di esecutività del tesseramento.

Il Livorno ha infatti riconosciuto che il calciatore era stato schierato prima che il relativo visto di esecutività fosse stato rilasciato. Secondo quanto spiegato dal club, il documento sarebbe arrivato soltanto nella mattinata del 15 agosto, quindi il giorno successivo alla gara.

Una differenza temporale apparentemente minima, ma che nel calcio professionistico può diventare decisiva.

Per poter giocare una partita ufficiale, infatti, non è sufficiente che un calciatore abbia raggiunto un accordo con la società o che la pratica di tesseramento sia stata avviata. Devono essere rispettati tutti gli adempimenti previsti dalla normativa.

Livorno, la buona fede può non bastare

Il Livorno ha sottolineato di aver commesso un errore procedurale e di aver agito in buona fede.

La società amaranto ha spiegato di aver confidato nel completamento dell'iter burocratico e, dopo aver preso atto della situazione, ha dichiarato di voler accettare la decisione degli organi competenti.

Ma il fatto che l'errore possa essere stato commesso senza intenzionalità non significa necessariamente che il risultato della partita non possa essere messo in discussione.

È questo il punto più delicato.

La giustizia sportiva dovrà stabilire se la posizione di Mancini fosse regolare al momento della gara e quali conseguenze siano previste nel caso in cui il calciatore non fosse ancora formalmente utilizzabile.

Per il Livorno, dunque, la partita non è ancora definitivamente chiusa.

Cosa rischia il Livorno contro la Reggiana

Anche in questo caso il rischio sportivo è massimo.

Se il reclamo della Reggiana venisse accolto, il Livorno potrebbe subire la sconfitta a tavolino e perdere il passaggio del turno conquistato sul campo.

La Reggiana, di conseguenza, prenderebbe il posto degli amaranto nel tabellone della Coppa Italia Serie C.

Il paradosso è evidente: il Livorno ha vinto 3-1, ma potrebbe essere costretto a salutare la competizione per una questione relativa alla documentazione di un calciatore.

E proprio questo rende il caso un monito per tutte le società professionistiche: nella fase iniziale della stagione, quando mercato e competizioni ufficiali corrono praticamente insieme, ogni passaggio burocratico deve essere verificato con la massima attenzione.

Due casi diversi, la stessa possibile beffa

Guidonia e Livorno si trovano quindi nella stessa situazione soltanto per quanto riguarda la conseguenza finale.

Il Guidonia deve difendersi dall'accusa relativa all'impiego di un calciatore che aveva una squalifica maturata nella precedente Coppa Italia Serie D. Il club ritiene però che quella sanzione non dovesse essere scontata nella competizione di Serie C.

Il Livorno, invece, si trova alle prese con un problema relativo al tesseramento di Mancini e al rilascio del visto di esecutività. In questo caso la stessa società ha riconosciuto l'errore procedurale.

È importante quindi non confondere le due vicende. Le motivazioni dei reclami sono diverse e anche le difese delle due società seguono strade differenti.

Ma il risultato che potrebbe scaturire dai due procedimenti è identico: Guidonia e Livorno potrebbero essere eliminate nonostante abbiano vinto le rispettive partite.

Il rischio è anche per il tabellone della Coppa Italia Serie C

Le decisioni del Giudice Sportivo non interesseranno soltanto le quattro squadre direttamente coinvolte.

Se i risultati verranno confermati, saranno Guidonia e Livorno a proseguire la propria corsa. Se invece i reclami dovessero essere accolti, toccherà a Grosseto e Reggiana prendere il loro posto nel turno successivo.

Il problema è che le squadre devono programmare allenamenti, trasferte e preparazione senza avere ancora la certezza assoluta dell'avversario.

È uno degli effetti più delicati della giustizia sportiva applicata a una competizione a eliminazione diretta: un procedimento nato da una singola posizione di tesseramento può modificare l'intero percorso di una squadra.

Quando il regolamento pesa quanto un gol

La vicenda di Guidonia e Livorno racconta in fondo una realtà ormai imprescindibile del calcio professionistico.

Il risultato viene deciso sul campo, ma la sua validità deve essere verificata anche fuori dal campo. Tesseramenti, squalifiche, liste e documenti possono sembrare questioni lontane dal pallone, ma in determinate circostanze diventano decisivi quanto un rigore o un gol al novantesimo.

Per Guidonia e Livorno, il primo turno di Coppa Italia Serie C non è quindi ancora definitivamente archiviato.

Le due squadre hanno vinto, ma adesso devono aspettare il verdetto della giustizia sportiva.

Il Guidonia rischia per il caso Mastrantonio e la squalifica maturata nella Coppa Italia Serie D. Il Livorno rischia per la posizione di Mancini e per il visto di esecutività del tesseramento arrivato dopo la partita.

Due errori, o presunti tali, due ricorsi e una domanda che tiene aperto il primo turno della Coppa Italia Serie C: chi passerà davvero il turno, chi ha vinto sul campo oppure chi avrà ragione davanti al Giudice Sportivo?

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