Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un post sullo Stretto di Hormuz, definendolo "nuovo territorio degli USA". La dichiarazione arriva mentre resta alta la tensione con l'Iran e sul futuro della strategica rotta marittima.
Il Memorandum d'Intesa firmato tra Stati Uniti e Iran lo scorso 17 giugno è scaduto dopo il termine di 60 giorni previsto dall'accordo provvisorio.
La guerra contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio, ha sconvolto gli equilibri regionali, ma ha anche avuto un effetto oltre i confini. Al centro dell'attenzione resta lo Stretto di Hormuz, una rotta commerciale attraverso la quale, prima dell'inizio del conflitto, transitava il 20 per cento del petrolio globale. La chiusura di questa via navigabile ha avuto un effetto sul mercato globale dell'energia ma anche sul trasporto di altri prodotti, come i fertilizzanti, e quindi sulla sicurezza alimentare.
Il 18 agosto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pubblicato su Truth Social un'immagine che mostra lo Stretto come "nuovo territorio degli USA".
Questo post è arrivato pochi giorni dopo che Trump aveva affermato di voler dichiarare lo Stretto di Hormuz territorio statunitense dopo aver "sconfitto definitivamente l'Iran", aggiungendo che ciò sarebbe avvenuto "molto presto".
In un post su X, il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha affermato:
همانطور که ترامپ نام خلیج همیشگی فارس را به صورت صحیح نوشت، به زودی توهمش درخصوص تنگه هرمز یا اصلاح می شود یا توهمات این متوهم را اصلاح خواهیم کرد. pic.twitter.com/gpxqnGK077
— Gharibabadi (@Gharibabadi) August 18, 2026
Le sue parole, così come il recente post, hanno richiamato alla mente alcune delle precedenti dichiarazioni del presidente americano. Trump ha infatti affermato che il Canada dovrebbe diventare il 51esimo stato degli USA e ha espresso il desiderio di prendere il controllo della Groenlandia. In passato ha anche minacciato di annettere Cuba.
Lo Stretto di Hormuz è stato uno dei punti principali dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Mentre Teheran ha chiuso questa rotta marittima, Washington ha imposto un blocco navale contro l'Iran.
Al momento non sono previsti colloqui tra le parti.
Mentre le speranze di una soluzione al conflitto si affievoliscono, sono aumentati nuovamente i prezzi del petrolio. Il Brent, benchmark globale del greggio, è salito a oltre 91 dollari al barile nelle prime ore del 18 agosto, raggiungendo il livello più alto dalla fine di luglio.