Un nuovo caso di presunte irregolarità ha investito l’ospedale Civico di Palermo, uno dei presidi sanitari più importanti della Sicilia.
Al centro della vicenda, un bando per incarichi di “altissima professionalità” pubblicato con un allegato Excel in cui, accanto alle posizioni da coprire, comparivano già i nomi dei futuri vincitori.
Il documento, rimasto online per alcune ore prima di essere ritirato in autotutela dall’azienda ospedaliera, ha scatenato un ampio dibattito e diverse reazioni politiche e sindacali.
Il 7 agosto 2026 l’Azienda ospedaliera Arnas Civico di Palermo ha pubblicato sul proprio sito una delibera per l’indizione di una selezione interna volta ad assegnare incarichi di altissima professionalità in vari reparti.
Sta di fatto che nel file Excel allegato alla delibera, accanto a dipartimento, area e tipologia di incarico, risultavano già indicati i nominativi dei “predestinati” a ricoprire tali ruoli.
Tra i nomi che sarebbero emersi nel documento, quelli di Luca Lagalla, figlio del sindaco di Palermo, indicato per un incarico in Pediatria; Francesco Buonasorte, rappresentante sindacale aziendale, per un ruolo di anestesista rianimatore nel coordinamento operatorio multispecialistico con centro ustioni e Giuseppe Paviglianiti, anch’egli esponente sindacale interno, per ecografia pediatrica e di urgenza.
L’elenco complessivo avrebbe riguardato oltre una trentina di medici.
Il file è rimasto visibile per diverse ore, diffondendosi rapidamente tra le chat interne di medici e personale sanitario e generando un forte polverone.
Di fronte alle proteste, l’azienda ospedaliera ha deciso di annullare l’atto di selezione in autotutela, ritirando la delibera incriminata.
Nonostante ciò, screenshot e copie del documento sono già in possesso delle organizzazioni sindacali che hanno annunciato di voler approfondire la vicenda.
La notizia del “concorso con i vincitori già scritti” ha suscitato immediate reazioni da parte di sindacati e forze politiche.
Il Nursind, sindacato degli infermieri, ha denunciato pubblicamente l’accaduto, definendo la situazione gravissima e chiedendo chiarimenti all’azienda ospedaliera.
Anche la Cgil ha espresso forte preoccupazione, dichiarando di opporsi a qualsiasi forma di favoritismo e annunciando possibili iniziative per tutelare la trasparenza delle procedure.
Sul fronte politico, diversi esponenti locali e regionali hanno chiesto un intervento della Regione Siciliana e delle autorità competenti per verificare la regolarità delle procedure di reclutamento al Civico.
Alcuni, come il consigliere regionale Ismaele La Vardera, hanno invocato l’apertura di un’indagine da parte degli organi di controllo, sottolineando come episodi del genere minino la credibilità del sistema sanitario pubblico e alimentino la sfiducia dei cittadini.
La vicenda si inserisce in un contesto già teso per l’ospedale Civico, che nelle settimane precedenti era stato al centro di altre criticità, tra cui un cluster infettivo da Klebsiella e proteste del personale per carenze organizzative e di organico.