Sarebbero in netto miglioramento le condizioni del 16enne ricoverato da dieci giorni nel reparto di terapia intensiva pediatrica del Policlinico Gemelli dopo essere stato colpito da un fulmine durante un campo scout sul Monte Livata, nel territorio di Subiaco, in provincia di Roma. Il ragazzo, arrivato in ospedale in condizioni di estrema gravità dopo la scarica elettrica e il conseguente arresto cardiaco, si è progressivamente risvegliato. Ha iniziato a dialogare con i genitori e a muovere gli arti. Un'evoluzione positiva, dopo giorni di grande preoccupazione.
Nella serata di venerdì 7 agosto, mentre si trovava insieme ad altri scout sul Monte Livata, il ragazzo, avvicinatosi a un albero durante un violento temporale, era stato investito dalla scarica elettrica di un fulmine, poi soccorso e trasferito d'urgenza al Gemelli.
A dieci giorni dal ricovero, il quadro clinico mostra segni positivi. Il 16enne, secondo quanto riportato dall'Ansa, avrebbe ripreso conoscenza, riuscendo a dialogare con i genitori e a muovere gli arti.
Il team della terapia intensiva e trauma center del nosocomio romano, diretta da Marco Piastra, ha espresso
Il miglioramento delle sue condizioni potrebbe aprire ora una nuova fase del percorso di cura. Se l'andamento favorevole sarà confermato, i medici potrebbero infatti sciogliere la prognosi e iniziare la neuroriabilitazione.
Il 16enne resta ricoverato. Non ce l'hanno fatta, invece, il turista di 30 anni e il 42enne colpiti da fulmini sull'Etna, in Sicilia, e sul Piz Starlex della Val Monastero, al confine tra Alto Adige e Svizzera. Il primo si trovava in una zona interdetta del vulcano, ormai da giorni in eruzione.
Durante la salita, domenica 16 agosto, è stato sorpreso da un temporale e una scarica elettrica lo ha investito, provocandogli un arresto cardiaco. Soccorso intorno alle 20 da un elicottero dei vigili del fuoco e trasportato d'urgenza all'ospedale Cannizzaro di Catania, è deceduto poco dopo.
Il secondo era uscito per un'escursione, ma non aveva fatto rientro. L'ultimo contatto telefonico risaliva alle 13. Le ricerche, scattate in serata, hanno coinvolto circa 40 soccorritori, e si sono concluse con il ritrovamento del corpo intorno a 2.600 metri di quota, durante la discesa.