“Non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario. Il governo ne era in parte coinvolto, quando aveva il controllo del Monte dei Paschi di Siena, banca che noi abbiamo ereditato agonizzante e che abbiamo riportato in salute. Oggi Mps, la banca più antica d’Italia e del mondo, fortemente radicata sul territorio, è tornata in salute ed è diventata il pezzo pregiato su cui si concentrano le attenzioni. Mi auguro che dalle dinamiche di mercato possa emergere un sistema ancor più solido e concorrenziale, capace di produrre benefici per famiglie e imprese. E che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una intervista al direttore di MF- ‘Milano Finanza’ Roberto Sommella.
Ma questa dichiarazione non rassicura Siena, perché servono atti concreti e tra questi viene chiesto che lo Stato non ceda il 4,9% della sua partecipazione nella Banca Monte dei Paschi. L’invito verrà rivolto al ministro Giancarlo Giorgetti nell’incontro del 20 agosto con i rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. Poi il 2 settembre si riunirà il consiglio comunale con le autorità e le associazioni di categoria per far sentire la voce di Siena in difesa della banca che qui è nata e cresciuta.