17 Aug, 2026 - 10:02

Il piano (ultra-vannacciano) di Salvini per fermare l'islamizzazione dell'Italia

Il piano (ultra-vannacciano) di Salvini per fermare l'islamizzazione dell'Italia

Magari qualcuno dirà che ora è diventato più vannacciano di Vannacci. Ma Matteo Salvini, per evitare quella che considera l'islamizzazione dell'Italia, propone la tolleranza zero. Anzi: propone zero metri quadrati del nostro territorio ai fedeli di Allah.

A differenza di Carmelo Burgio, il candidato di Futuro Nazionale a sindaco di Milano, dice no alla costruzione di una moschea nel capoluogo lombardo.

E poi fa di più. Il vicepremier di lotta e di governo sostiene che se prima l'Islam non sottoscrive con lo Stato italiano un vero e proprio accordo sul modello dei Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa cattolica non potrà godere di alcun diritto all'interno dei nostri confini.

Ma è una strada praticabile?

Salvini contro l'islamizzazione delle nostre città

Il fenomeno è evidente soprattutto in alcuni quartieri delle nostre città più grandi. Molti immigrati di religione islamica hanno conquistato case, negozi, luoghi di culto più o meno improvvisati.

Secondo Salvini, aumentando l'insicurezza dei nostri centri urbani. Da qui a parlare di "sostituzione etnica", per il Capitano (così come il Generale), è un attimo.

Ma tant'è: in un post sui social, il segretario della Lega è stato molto più duro del vannacciano Burgio. Il quale sarà anche bravo a fare i rastrellamenti. Ma quanto a governare l'Islam è fin troppo generoso, a sentire il segretario della Lega:

virgolette
No, amico mio. Per me una moschea a Milano è l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno. I musulmani prima devono firmare un accordo con lo Stato italiano in cui riconoscono la prevalenza delle nostre leggi e della nostra Costituzione, e poi, magari, se ne parla...

A cosa fa riferimento Salvini? All'articolo 8 della nostra Carta:

virgolette
Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze

Finora, tra lo Stato italiano e l'Islam non c'è una vera e propria intesa ma solo, dal febbraio 2017, un Patto nazionale per un Islam italiano.

Le difficoltà a sancire un accordo ufficiale risiedono nel fatto che l'islam non è organizzato in una gerarchia universalmente riconosciuta come la Chiesa cattolica, che ha il Papa come suo rappresentante, ed è molto frastagliato al suo interno.

E poi nella questione (che rimane aperta) se le sue norme "non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano".

Il diritto di tutti di pregare il proprio Dio

In ogni caso, la Costituzione italiana sancisce anche un altro diritto: quello di ognuno di pregare il proprio Dio. L'articolo 19 recita così:

virgolette
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume

È lungo il sentiero tracciato dagli articoli 8 e 19 della Costituzione, quindi, che ci si dovrà muovere per non sentire più parlare di islamizzazione dell'Italia. In campagna elettorale, poi...

 

 

 

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