Dal Belgio alla Grecia, diversi paesi europei continuano a combattere contro devastanti incendi. L'emergenza si inserisce in un'estate caratterizzata da temperature elevate, condizioni di siccità che interessano diverse aree del Vecchio Continente e vegetazione particolarmente secca.
Il Belgio sta affrontando il più grande incendio boschivo mai registrato nel paese, nella riserva naturale delle Hautes Fagnes, nell'est del paese. La zona colpita si trova vicino al confine con la Germania. Il rogo ha già bruciato circa 3mila ettari e si sta dirigendo verso il confine tedesco.
Sul posto stanno operando vigili del fuoco belgi, tedeschi e lussemburghesi. Per sostenere i soccorritori, l'Unione europea ha inviato, il 15 agosto 2026, tre elicotteri e due aerei antincendio. Le autorità hanno disposto l'evacuazione di circa 600 persone nelle località di Sourbrodt e Bütgenbach.
Nel frattempo, altri incendi continuano a interessare diversi paesi europei, tra cui Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Croazia e Grecia, dove le autorità sono impegnate nelle operazioni di spegnimento e nelle evacuazioni.
Un grave incendio nell'Eifel, in Germania, ha invece costretto, il 14 agosto, circa 2mila persone a lasciare le proprie abitazioni.
Anche la Francia sta affrontando un vasto incendio boschivo iniziato il 13 agosto nella regione delle Landes, nel sud-ovest del paese. Le fiamme hanno già bruciato circa 1.700 ettari, mentre centinaia di persone sono state evacuate.
Nel Regno Unito, invece, diversi incendi continuano a interessare il Galles meridionale. Le autorità hanno fatto ricorso anche all'esercito per sostenere i vigili del fuoco nelle operazioni di spegnimento.
La Spagna è impegnata a fronteggiare diversi incendi boschivi che hanno colpito le regioni di Aragona e Andalusia, dove le autorità sono al lavoro per contenere le fiamme e limitare i danni.
Anche la Grecia è stata colpita da diversi incendi di vaste proporzioni a partire dalla fine di luglio. Il 16 agosto i vigili del fuoco erano impegnati per il secondo giorno consecutivo nel contenimento di un incendio sull'isola di Skyros, nel Mar Egeo. Nella stessa giornata, un altro grave rogo sull'isola di Salamina ha provocato due morti e portato a evacuazioni della popolazione.
In Croazia, un incendio boschivo alimentato dai forti venti ha raggiunto la città costiera di Omiš, sulla costa dalmata. Le fiamme hanno provocato un morto e decine di feriti, mentre circa 1.200 persone sono state evacuate dall'area.
In una dichiarazione pubblicata su X il 15 agosto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che “la pressione sta aumentando” e ha richiamato l'attenzione sulla situazione degli incendi in Europa. Von der Leyen ha inoltre evidenziato che l'UE sta già utilizzando i propri strumenti di monitoraggio e risposta alle emergenze.
Secondo i dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi forestali (EFFIS) aggiornati al 13 agosto 2026, dall'inizio dell'anno sono già bruciati 568.415 ettari di territorio. Il dato è comunque inferiore rispetto ai 775.748 ettari bruciati nello stesso periodo del 2025, anno definito il peggiore mai registrato per gli incendi nell'Unione europea.
Nel 2026 sono stati registrati 1.647 incendi dall'inizio dell'anno, rispetto ai 1.735 rilevati entro il 13 agosto 2025.
Secondo i dati dell'EFFIS, nel 2025 sono stati bruciati 1.079.538 ettari nell'Unione europea.