16 Aug, 2026 - 13:45

Sinner, 25 anni e un dominio ancora lungo: perché il forfait di Alcaraz apre una nuova era

Sinner, 25 anni e un dominio ancora lungo: perché il forfait di Alcaraz apre una nuova era

Jannik Sinner festeggia i 25 anni da numero uno del mondo, in un momento che potrebbe diventare cruciale per la sua carriera. Il compleanno dell’azzurro arriva a poche ore dagli aggiornamenti su Carlos Alcaraz, sempre più vicino a saltare gli US Open. Lo spagnolo è fermo dal 14 aprile per l'infortunio al polso destro e il suo rientro continua a slittare.

Dopo aver rinunciato a Montreal e Cincinnati, il tempo per preparare lo Slam di New York è ormai pochissimo e le ultime notizie sono tutt'altro che confortanti. Una grande occasione per Sinner: l'azzurro potrà aumentare ancora il vantaggio nel ranking, consolidando un'egemonia destinata a durare ancora a lungo.

Alcaraz, il ritorno è ancora lontano

Alcaraz non deve soltanto recuperare dall’infortunio. Deve anche tornare a giocare dopo più di quattro mesi lontano dai campi. L’ultima presenza risale al 14 aprile a Barcellona, prima che il problema al polso destro lo costringesse a fermarsi. Da quel momento ha saltato Madrid, Roma, Roland Garros, Wimbledon, Montreal e Cincinnati. Gli US Open sarebbero potuti coincidere con il tanto agognato rientro ma, secondo le ultime indiscrezioni, non sarà così.

Gli allenamenti svolti a Murcia hanno mostrato progressi importanti. Alcaraz è tornato a colpire la palla con maggiore intensità e le immagini hanno dato segnali incoraggianti. Ma allenarsi è molto diverso dal giocare una partita ufficiale. A New York avrebbe dovuto affrontare il caldo, l’umidità e match che possono durare oltre 5 ore. Alla fine il campione spagnolo ha scelto di fare la scelta più prudente, soprattutto per evitare una nuova ricaduta al polso.

Il vantaggio di Sinner

La situazione di Alcaraz offre a Sinner un’occasione importante sul piano del ranking. L’azzurro è primo con 13.450 punti e, dopo il forfait a Cincinnati, resterà comunque in testa con un margine molto ampio. Alcaraz, invece, dovrà fare i conti con i punti conquistati nella scorsa stagione: lo spagnolo perderà i 1.000 punti di Cincinnati e i 2.000 degli US Open. Il distacco tra i due è quindi destinato ad aumentare.

In mezzo, al momento, c’è Alexander Zverev. Il numero due del mondo ha sempre giocato il suo tennis migliore sulla terra battuta e dovrà migliorare sul cemento per evitare che Sinner accumuli ulteriore vantaggio. La seconda parte della stagione dovrebbe favorire ulteriormente l'azzurro, chiamato però a gestire il proprio fisico. Il problema al ginocchio destro lo ha costretto a saltare Cincinnati e anche lui ha scelto di non forzare il rientro. L’obiettivo resta arrivare agli US Open nelle migliori condizioni possibili: dopo il titolo di Wimbledon e la finale raggiunta a New York un anno fa, Sinner ha tutte le carte per essere ancora protagonista.

Il futuro della rivalità

Nonostante il momento da incubo, Alcaraz resta il rivale numero uno di Sinner. La sua assenza non cambia il talento dello spagnolo, che ha già dimostrato di poter vincere sette Slam e competere alla pari con l’azzurro. Il problema è la continuità. Il lungo stop al polso è un altro ostacolo in una carriera che, negli ultimi anni, è stata accompagnata da diversi problemi fisici. A questo si aggiunge il cambio di allenatore.

Dopo la separazione da Juan Carlos Ferrero, arrivata alla fine del 2025, Alcaraz ha iniziato una nuova fase della sua carriera. Il cambio di allenatore non è stato necessariamente la causa dei risultati altalenanti, ma ha inciso indubbiamente sulla tranquillità del 23enne. Quando tornerà, Alcaraz dovrà dunque ritrovare diverse certezze. Servirà tempo per recuperare ritmo, fiducia e tornare a spingere senza paura. 

Dall'altra parte, invece, Sinner arriverà negli Stati Uniti con la voglia di ribadire chi è il numero uno del mondo. La gestione fisica, pienamente concordata con il suo staff, ha confermato come l'altoatesino punti a dare il meglio negli Slam, appuntamenti che spostano gli equilibri e la percezione collettiva. Oggi è l’azzurro ad avere più certezze, e su questo non sembrano esserci dubbi. Resta la sensazione che, se Alcaraz vorrà tornare a essere il "cannibale" che abbiamo imparato a conoscere, dovrà lavorare più di quanto non abbia mai fatto in carriera.

LEGGI ANCHE