Il pomeriggio di Ferragosto si è trasformato in tragedia a Pastene, frazione di Sant'Angelo a Cupolo, nel Beneventano, dove Maria D'Alessandro, 76 anni, è stata colpita a coltellate e uccisa dal marito Faustino Cardillo, anche lui 76enne. Dopo aver aggredito la moglie, l'uomo ha tentato di togliersi la vita. È stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico: le sue condizioni sarebbero gravi ma stabili.
L'omicidio si è consumato intorno alle 14.30 di sabato 15 agosto in una villetta di via Capasso Torre di Caprara. Secondo una prima ricostruzione, i due coniugi si trovavano da soli quando, tra loro, sarebbe scoppiata una discussione. Il 76enne avrebbe afferrato un coltello da cucina e colpito più volte la moglie, al collo e al corpo, provocandole ferite mortali.
Quando i carabinieri e i sanitari del 118 sono intervenuti sul posto, per Maria D'Alessandro non c'era già più nulla da fare. Il marito, invece, era vivo, ma presentava ferite al collo e ai polsi, riportate nel tentativo di togliersi la vita. È stato soccorso e trasferito al San Pio di Benevento, dove è tuttora ricoverato, piantonato dai carabinieri.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono le condizioni psichiche dell'uomo che, secondo le prime testimonianze raccolte, avrebbe manifestato, nei giorni precedenti al delitto, qualche segnale di malessere, tanto da sottoporsi a una visita specialistica.
Le esatte circostanze dell'accaduto restano però da chiarire. I carabinieri della compagnia di Benevento, guidati dal capitano Giuseppe Friscuolo, hanno avviato le indagini e sequestrato l'arma utilizzata.
Fondamentale sarà l'autopsia, affidata dalla Procura di Benevento, titolare del fascicolo, al medico legale Emilio D'Oro, che potrebbe essere eseguita nella giornata di lunedì. Sgomenta e commossa, intanto, la comunità di Sant'Angelo a Cupolo.
L'amministrazione comunale ha espresso ferma condanna per quello che definisce in una nota diffusa sui social
E ha manifestato il proprio cordoglio e la propria vicinanza ai familiari. D'Alessandro e Cardillo erano entrambi pensionati e avevano due figli. Lei aveva lavorato alle Poste, lui in un'azienda con sede nel Sannio. Oggi la tragedia.