Tre nomi, tre trattative e lo stesso problema: la Roma non è ancora riuscita a portare a casa l'esterno richiesto da Gian Piero Gasperini. Greenwood è sfumato dopo l'inserimento del Fenerbahce, Summerville ha scelto l'Al-Hilal quando l'accordo sembrava a un passo e ora anche Rodrigo Mora è finito in stand-by.
Eppure la Roma ha sempre considerato l'esterno la priorità numero uno del suo mercato. Il club giallorosso ha destinato oltre 40 milioni di euro all'operazione, provando a trovare il giocatore giusto senza risparmiarsi. Il risultato, però, è che a pochi giorni dall'inizio del campionato la casella è ancora vuota. E le tre trattative raccontano molto di come è stato gestito questo mercato.
La priorità della Roma a inizio estate aveva il nome di Mason Greenwood. L'inglese era il preferito di Gasperini, disposto a fare follie pur di portarlo nella capitale. Quando l'arrivo sembrava ormai imminente, però, il Fenerbahce lo ha convinto con un'offerta irrinunciabile. Greenwood ha scelto il club turco, costringendo la Roma a virare su un altro obiettivo: Summerville. E, come se non bastasse, questa volta sembrava davvero tutto fatto. L'esterno olandese aveva dato il via libera, con Roma e West Ham ai dettagli.
La proposta giallorossa era arrivata a 47 milioni di euro più bonus, fino a sfiorare i 50 milioni complessivi. La trattativa sembrava indirizzata verso la chiusura, ma poi è arrivato l'Al-Hilal. Il club saudita ha messo sul tavolo quasi 60 milioni di euro tra parte fissa e bonus per il West Ham e un ingaggio molto più alto per Summerville. La Roma ha scelto di non partecipare a un'asta, non rilanciando e chiudendo l'ennesimo capitolo amaro.
Dopo Greenwood e Summerville, la Roma ha fatto all-in su Rodrigo Mora. Il portoghese sembrava poter mettere fine a una ricerca estenuante, consegnando a Gasperini una rosa completa in vista della nuova stagione. Fino a 48 ore fa la trattativa era praticamente definita, e nulla lasciava pensare a un nuovo stop. La mancata ufficialità, però, ha fatto sorgere più di un dubbio e, alla fine, è sorto l'ennesimo problema.
Ad oggi la distanza tra Roma e Porto riguarda la struttura dell'operazione e, in particolare, l'obbligo di riscatto. Per questo Mora è stato messo in stand-by e il suo arrivo nella capitale non è più così certo. L'ennesimo rifiuto potrebbe far saltare il banco in casa giallorossa, spingendo a riflessioni profonde sul modo di fare mercato.
La Roma ha messo sul tavolo oltre 40 milioni di euro per trovare l’esterno richiesto da Gasperini. I soldi, quindi, non sono mai mancati. Il problema è stato trasformare questa disponibilità in un acquisto concreto. In più occasioni il club ha cercato di negoziare sul prezzo o migliorare le condizioni dell’operazione, ma così facendo ha finito per perdere tempo. Il caso Summerville lo spiega alla perfezione.
La Roma era arrivata a offrire 47 milioni più bonus ma ha aspettato troppo, rendendo possibile l'inserimento dell’Al-Hilal al fotofinish. Gli altri acquisti sono arrivati in tempi relativamente brevi, compreso Molina, ultimo rinforzo del mercato giallorosso. L’unico tassello che continua a mancare è proprio l’esterno, indicato da Gasperini come una delle priorità dell’estate. La Roma ha investito molto per accontentarlo, ma non è riuscita a chiudere un’operazione. Ora il tempo stringe e il rischio è che la fretta si riveli una cattiva consigliera.