Dopo aver dato una lunga intervista al settimana Chi, oggi, 14 agosto, Giorgia Meloni si sofferma sulla situazione bancaria del nostro Paese.
La premier lo fa attraverso un colloquio con il direttore di Milano Finanza Roberto Sommella.
Cosa si augura Giorgia Meloni nella partita delle banche
Impossibile che l'inquilino di Palazzo Chigi non presti attenzione alla partita delle acquisizioni bancarie che si gioca in Italia.
Oggi lo dimostra anche Giorgia Meloni dicendo la sua con un'intervista a Milano Finanza:
“Non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario. Il governo ne era in parte coinvolto quando aveva il controllo del Monte dei Paschi di Siena, banca che noi abbiamo ereditato agonizzante e che abbiamo riportato in salute. Oggi Mps, la banca più antica d'Italia e del mondo, fortemente radicata sul territorio, è tornata in salute ed è diventata il pezzo pregiato su cui si concentrano le attenzioni. Mi auguro che dalle dinamiche di mercato possa emergere un sistema ancor più solido e concorrenziale, capace di produrre benefici per famiglie e imprese. E che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità”
Quattro anni dopo il suo ingresso a Chigi, quindi, il presidente del Consiglio da una parte rivendica il lavoro svolto insieme al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, dall'altro si augura un ulteriore rafforzamento del sistema finanziario del nostro Paese.
La scalata di Unicredit
Fatto sta che la premier ha modo di soffermarsi anche sula scalata di Unicredit su Commerzbank.
Per lei, "si tratta di un'operazione di mercato nella quale il governo italiano non ha avuto alcun ruolo".
Ma tant'è:
"Quello che posso dire è che mi auguro che Unicredit possa continuare ad avere solidi radici italiane e che tra l'istituto di credito e le autorità tedesche possa instaurarsi un dialogo collaborativo”
Il valore della stabilità di governo
Il prossimo 4 settembre, il governo Meloni diventerà il iù longevo della storia della Repubblica. Si tratta di un risultato importante anche per il mondo della finanza. Tant'è che la premier lo sottolinea con queste parole:
La stabilità che questo Governo ha assicurato ha permesso all’Italia di affrontare con maggiore sicurezza quella che è la più difficile congiuntura degli ultimi decenni. Quando ci siamo insediati i titoli di Stato erano a un passo dall’essere declassati a livello «spazzatura» e lo spread era a 240 punti, tre volte più alto dei valori attuali. Oggi il quadro è molto diverso. L’economia italiana sta tenendo bene. E i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti, con una crescita dell’1% rispetto ad aprile-giugno 2025 e una progressione acquisita per il 2026 dello 0,8%