14 Aug, 2026 - 09:40

Dariya Derkach, dall’Ucraina a Pagani: la storia dell’azzurra diventata campionessa d’Europa

Dariya Derkach, dall’Ucraina a Pagani: la storia dell’azzurra diventata campionessa d’Europa

Prima dell'oro europeo di Birmingham c'è una storia che merita di essere raccontata. È quella di Dariya Derkach, atleta nata in Ucraina e arrivata in Italia da bambina, diventata negli anni una delle protagoniste più longeve dell'atletica azzurra. La sua non è soltanto la storia di una triplista capace di arrivare a 14,60 metri e conquistare il titolo continentale: è anche il racconto di una ragazza che ha costruito in Italia la propria identità sportiva, scegliendo fin da giovanissima di aspettare la possibilità di vestire la maglia azzurra.

Oggi Dariya Derkach è una campionessa europea. Ma per arrivare a questo risultato ha dovuto attraversare un percorso molto più lungo di quello che raccontano i pochi secondi trascorsi tra la rincorsa e l'atterraggio nella sabbia.

Dariya Derkach è nata in Ucraina ma è cresciuta in Italia

Dariya Derkach è nata a Vinnycja, in Ucraina, il 27 marzo 1993. La sua famiglia si è trasferita in Italia nel 2002, quando lei aveva appena nove anni, e il suo percorso sportivo è cresciuto soprattutto in Campania, a Pagani, in provincia di Salerno.

È un particolare importante per comprendere la sua storia. Derkach non è arrivata all'atletica italiana da atleta formata altrove per poi scegliere successivamente di rappresentare l'Italia. È cresciuta sportivamente nel nostro Paese, costruendo qui gran parte della propria formazione.

E il talento era evidente già quando era giovanissima.

Una famiglia che viveva di atletica

L'atletica, per Dariya, non è stata una scoperta casuale. Il suo ambiente familiare era già profondamente legato allo sport. Il padre Serhiy era un atleta specializzato nelle prove multiple, mentre la madre Oksana aveva praticato il salto triplo. Non sorprende quindi che la futura campionessa europea sia entrata molto presto nel mondo dell'atletica.

Per anni i genitori hanno avuto anche un ruolo diretto nella sua crescita tecnica. Una dimensione familiare che ha accompagnato Derkach nelle prime fasi della carriera, quando ancora si divideva tra diverse specialità.

Da giovanissima, infatti, non era soltanto una triplista. Il salto in lungo e le prove multiple facevano parte del suo percorso e i risultati arrivavano con una frequenza impressionante.

Il capitolo più delicato: la cittadinanza italiana

Uno degli aspetti meno conosciuti della sua storia riguarda il lungo percorso necessario per poter indossare ufficialmente la maglia azzurra.

Derkach, pur essendo cresciuta in Italia e avendo costruito qui la propria carriera giovanile, non ha potuto rappresentare immediatamente la Nazionale italiana. La cittadinanza italiana è arrivata soltanto nel maggio 2013. Prima di allora, secondo la ricostruzione della sua carriera, aveva ricevuto anche proposte per gareggiare con altre nazionali, ma aveva scelto di aspettare l'Italia.

È un passaggio che aggiunge un significato particolare al suo percorso. La maglia azzurra non è stata semplicemente la conseguenza naturale di una carriera sportiva: è stata una scelta inseguita per anni.

Nel 2013, finalmente, Derkach ha potuto iniziare a rappresentare l'Italia nelle competizioni internazionali. Nello stesso anno ha conquistato l'argento nel salto triplo agli Europei Under 23 di Tampere con 13,56 metri.

Era l'inizio ufficiale di una lunga storia azzurra.

Dalle Olimpiadi alla consacrazione europea

Il percorso non è stato però una linea retta verso il successo. Derkach ha partecipato alle Olimpiadi di Rio 2016 e successivamente a quelle di Tokyo, senza riuscire in quelle occasioni a raggiungere la finale. Ha vissuto quindi anche la parte meno celebrata dello sport di alto livello: qualificazioni mancate, piazzamenti internazionali, occasioni sfuggite e la necessità di continuare a lavorare.

Nel 2023 era arrivato un altro risultato importante con l'argento agli Europei indoor di Istanbul nel salto triplo.

Poi sono arrivati gli anni della maturità sportiva e, soprattutto, il momento più difficile dal punto di vista fisico.

Dalla Campania alla pedana più importante

Oggi Derkach gareggia per l'Aeronautica Militare e vive a Formia, dove ha continuato a sviluppare la propria carriera. È stata allenata per molti anni dai genitori, prima di passare sotto la guida di un nuovo tecnico nel 2021.

Il suo percorso racconta quindi un'Italia sportiva fatta di territori, società, allenatori e strutture che accompagnano un talento nel corso di decenni.

Dalla bambina arrivata dall'Ucraina alla campionessa europea il passo non è stato breve. Sono serviti anni di allenamento, una cittadinanza attesa, competizioni giovanili, Olimpiadi, finali mondiali, medaglie continentali e anche momenti nei quali tutto sembrava complicarsi.

L'oro di Birmingham è anche una storia italiana

Quando il 14,60 è finito sul tabellone degli Europei di Birmingham, non c'era soltanto un numero. C'era dentro una storia cominciata molti anni prima.

Derkach ha vinto il titolo europeo a 33 anni e con il record personale, dopo essere tornata da una stagione segnata da tre operazioni ai tendini d’Achille.

È il genere di successo che permette di guardare alla carriera con una prospettiva diversa. Perché il salto triplo resta il gesto tecnico che vediamo in televisione, ma dietro quei 14,60 metri c'è una vita sportiva intera.

E allora l'oro europeo di Dariya Derkach è anche il trionfo di una ragazza arrivata in Italia da bambina, cresciuta tra Pagani e le pedane dell'atletica, che ha aspettato a lungo il momento di poter chiamare quella maglia azzurra davvero sua. Ora, quella stessa maglia, porta il titolo di campionessa d'Europa.

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