Il PSG continua a vincere, ma la vera notizia è come lo fa. La formazione di Luis Enrique ha battuto 2-1 l’Aston Villa a Salisburgo, conquistando per il secondo anno consecutivo la Supercoppa Europea. È il nono trofeo vinto tra il 2025 e il 2026, altro risultato che racconta la trasformazione di una squadra e del modo di intendere il calcio.
Oggi il PSG è diverso. Ha ancora grandi campioni e continua a investire sul mercato, ma ha cambiato completamente il modo di spendere. E soprattutto, ha trovato un equilibrio tra giovani talenti, giocatori affermati e stipendi più sostenibili. Una rivoluzione che ha subito portato benefici, proiettando i francesi ai vertici del calcio europeo.
Per capire il cambiamento basta guardare agli stipendi. Nel 2022/2023 il monte ingaggi netto del PSG era di circa 254 milioni di euro: di questi, 73 milioni finivano nelle tasche del solo Kylian Mbappé. Oggi il monte ingaggi netto è sceso a circa 134 milioni, quasi la metà. Il giocatore più pagato è Ousmane Dembélé, che percepisce 15 milioni netti all’anno.
Un'inversione di rotta decisa. Sommando gli stipendi di Kvaratskhelia, Hakimi, Marquinhos e Vitinha, non si arriva comunque ai 73 milioni che guadagnava Mbappé. È la conseguenza della svolta avviata negli ultimi anni da Luis Campos e Luis Enrique. Il PSG ha abbandonato il modello delle superstar, quello che aveva portato a Parigi Messi, Neymar e Mbappé, per costruire una squadra più giovane e pensata per durare nel tempo.
La nuova filosofia si vede anche nelle scelte di mercato. Il club continua a spendere cifre importanti, ma cerca giocatori che possano crescere e aumentare il proprio valore nel tempo. È il caso di Kvaratskhelia, ma anche di Doué, Barcola e João Neves. La rosa è stata organizzata attraverso una struttura salariale più precisa, con diverse fasce che vanno dai prodotti del vivaio ai giovani al primo contratto, fino ai giocatori affermati.
L'obiettivo è evitare che uno o due campioni finiscano per pesare sul bilancio più di quanto dovrebbero. Anche il mercato in uscita ne ha beneficiato. Il PSG ha accelerato le cessioni degli esuberi, portando avanti una filosofia che sta pagando. Goncalo Ramos, passato al Milan per oltre 70 milioni di euro, ne è l'esempio: una trattativa rapida, che ha permesso al PSG di guadagnare una cifra importante e alleggerire il monte ingaggi.
La cosa più importante, però, è che questa trasformazione non si è fermata ai bilanci. Il PSG ha vinto le ultime due Champions League e, con il successo contro l’Aston Villa, ha conquistato per la seconda volta consecutiva anche la Supercoppa Europea. A Salisburgo Kvaratskhelia ha aperto il match al 20° minuto con un gran destro. L’Aston Villa ha pareggiato con Brian Madjo, ma al 62° è arrivato il gol decisivo di Doué. Sono proprio i risultati che spiegano meglio di qualsiasi numero il cambiamento del PSG. Il club non ha smesso di spendere: ha imparato a spendere diversamente.
Non cerca più soltanto il grande nome, ma giocatori funzionali al progetto e capaci di crescere insieme. È questa la vera rivoluzione avviata da Luis Campos e Luis Enrique. Il PSG continua a essere uno dei club più ricchi del mondo, ma oggi quei soldi servono a costruire una squadra, non una parata di stelle. E dopo nove trofei in due anni, sarebbe folle pensare che il nuovo modello non stia funzionando.