11 Aug, 2026 - 19:54

Siria, Bashar al-Assad condannato a morte in contumacia: la sentenza del tribunale

Siria, Bashar al-Assad condannato a morte in contumacia: la sentenza del tribunale

L'11 agosto 2026, un tribunale siriano ha condannato a morte in contumacia l'ex presidente Bashar al-Assad e suo fratello Maher, ritenendoli responsabili di gravi crimini commessi durante il conflitto siriano. La sentenza rappresenta un momento significativo dopo la caduta del regime degli Assad nel dicembre 2024.  

La condanna di Bashar e Maher al-Assad

L'11 agosto, un tribunale siriano ha condannato alla pena di morte in contumacia l'ex presidente Bashar al-Assad e il fratello minore Maher.

Il Quarto Tribunale Penale di Damasco ha ritenuto al-Assad colpevole dei crimini di "omicidio premeditato e intenzionale di più persone e di bambini, tortura, arresto arbitrario e crimini contro l'umanità".

Si tratta di una sentenza importante, dato che si tratta della prima condanna giudiziaria contro Assad pronunciata dalle nuove autorità siriane dopo la caduta del suo regime. Il tribunale ha disposto che venga ricercato a livello internazionale.

Anche il fratello Maher al-Assad è stato condannato a morte in contumacia. Maher al-Assad era un ex comandante della 4esima Divisione Corazzata dell'esercito siriano. Il cugino Atef Najib, che era presente al processo, è stato anche lui condannato alla pena capitale.

Il processo contro Najib ha suscitato grande attenzione mediatica, anche per le immagini che lo mostravano in tribunale con l'uniforme da detenuto, seduto all'interno di una gabbia mentre assisteva all'udienza. Najib è stato giudicato colpevole di aver guidato la repressione delle proteste a Daraa. Questa repressione ha portato alla rivolta e successivamente si è trasformata in una guerra civile. Najib, un ex generale di brigata dell'esercito, è stato condannato per reati tra cui omicidio, tortura con conseguente morte e uccisione intenzionale di minori di 15 anni. È uno dei funzionari della sicurezza di più alto rango ad essere processato.

L'inizio della guerra civile

Il regime della dinastia al-Assad è caduto nel dicembre 2024, dopo 53 anni al potere. Il padre Hafez ha preso il potere nel 1971 e la dinastia è rimasta al governo per oltre cinque decenni. Bashar al-Assad, nato nel 1965, si è formato inizialmente come medico oculista, ma è stato richiamato in patria e preparato al ruolo politico dopo la morte del fratello maggiore Basil, originariamente designato come erede. È succeduto al padre Hafez dopo la sua morte nel 2000 e ha guidato il paese per 24 anni.

Nel marzo 2011 sono scoppiate le proteste nella città meridionale di Daraa contro il governo di al-Assad. La repressione delle manifestazioni è stata dura e la situazione è degenerata rapidamente. Successivamente, la violenza si è intensificata e il paese è precipitato nella guerra civile.

Il paese si è diviso tra forze governative e numerosi gruppi ribelli. Con l'aggravarsi del caos, si sono infiltrate organizzazioni jihadiste, prima di essere sconfitte territorialmente da una coalizione internazionale.

La caduta del regime

Tra la fine di novembre e l’8 dicembre 2024, una coalizione di gruppi ribelli guidata da Hayat Tahrir al-Sham ha lanciato un’offensiva lampo che, in meno di due settimane, ha portato alla conquista delle principali città siriane e della capitale Damasco.

La guerra in Siria ha causato enormi sofferenze alla popolazione. In circa 14 anni di conflitto, oltre la metà dei 22 milioni di abitanti che vivevano nel paese prima della guerra è stata costretta a lasciare la propria casa, cercando rifugio altrove o spostandosi in altre zone della Siria.

Dopo la caduta del regime, Bashar al-Assad e suo fratello Maher sono fuggiti in Russia. Assad e la sua famiglia hanno ottenuto asilo per motivi umanitari in Russia.

La Siria è oggi guidata da Ahmed al-Sharaa, ex leader di Hayat Tahrir al-Sham, nominato presidente ad interim dopo l’offensiva dei ribelli che ha portato alla caduta del regime di Bashar al-Assad l'8 dicembre 2024.

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