10 Aug, 2026 - 12:00

Cosenza, pestato fuori da una discoteca a Sangineto: morto l'addetto alla sicurezza Antonio Perrotta

Cosenza, pestato fuori da una discoteca a Sangineto: morto l'addetto alla sicurezza Antonio Perrotta

Non ce l'ha fatta Antonio Perrotta, l'addetto alla sicurezza di 34 anni pestato all'esterno di una discoteca a Sangineto, in provincia di Cosenza, nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto 2026. L'uomo, originario di Fuscaldo, è morto nella mattinata di lunedì 10 agosto all'ospedale Annunziata di Cosenza, dove era stato trasferito in Rianimazione a causa delle gravi lesioni riportate dopo un primo ricovero all'ospedale di Cetraro. 

Antonio Perrotta morto dopo un pestaggio a Sangineto

Secondo quanto ricostruito finora, il litigio sarebbe iniziato all'interno del locale "Castello", dove Perrotta lavorava come addetto alla sicurezza. Dopo essere uscito, l'uomo sarebbe stato raggiunto da alcune persone e aggredito. Soccorso dai conoscenti, è stato inizialmente accompagnato nella sua abitazione, a Fuscaldo. 

Con il passare delle ore avrebbe però iniziato ad accusare dolori e perdite di sangue dal naso. Da qui il trasporto all'ospedale di Cetraro e il successivo trasferimento d'urgenza nel reparto di Rianimazione dell'Annunziata di Cosenza, dove nella mattinata di lunedì è morto nonostante il tentativo dei medici di salvarlo. 

Trentaquattro anni compiuti, lascia la compagna e un figlio di pochi mesi. Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, ha espresso a nome suo e dell'intera amministrazione comunale "sgomento ed immenso dolore" per la sua scomparsa. 

virgolette
Di fronte ad una morte così incomprensibile, inaccettabile, avvenuta in un modo privo di ogni motivo e di ogni senso, le parole sembrano non bastare - si legge in un comunicato pubblicato sui social - Una giovane vita spezzata dalla violenza lascia una ferita profonda non soltanto nei suoi cari, ma nell'intera comunità.

Le indagini e le immagini delle telecamere di videosorveglianza 

Sull'accaduto sono in corso le indagini della Squadra mobile di Cosenza e dei carabinieri della compagnia di Paola, coordinate dalla Procura della Repubblica competente. Da ricostruire ancora l'esatta dinamica dell'aggressione. Restano inoltre da identificare le persone coinvolte. Fondamentale sarà l'analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona del pestaggio, di cui i pm hanno disposto l'acquisizione. Si attendono ulteriori sviluppi. 

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