10 Aug, 2026 - 11:00

Juventus, contro la sua storia: mai così tanta fatica per trovare un portiere

Juventus, contro la sua storia: mai così tanta fatica per trovare un portiere

C'è un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi bilancio o sessione di mercato la trasformazione della Juventus: per decenni, quando si parlava del numero uno bianconero, il problema era quasi sempre capire chi sarebbe arrivato dopo. Oggi, invece, il problema è proprio trovare quello giusto.

È un paradosso per il club che ha avuto tra i pali alcuni dei più grandi portieri della storia del calcio italiano. Da Gianpiero Combi a Dino Zoff, da Stefano Tacconi ad Angelo Peruzzi, fino all'era infinita di Gianluigi Buffon. E dopo Buffon, anche Wojciech Szczesny ha garantito per anni un rendimento di alto livello. La Juventus, insomma, è stata abituata a considerare la porta una certezza.

Adesso quella certezza non c'è più. E il caso Di Gregorio è diventato il simbolo di una difficoltà che va oltre il singolo errore: la Juventus sta cercando il proprio portiere da mesi e, a pochi passi dall'inizio della nuova stagione, non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Le alternative sul tavolo sono diverse: Zion Suzuki, Guglielmo Vicario e Anatolij Trubin sono i nomi più ricorrenti, con scenari differenti e trattative tutt'altro che semplici.

Da Combi a Buffon: quando la porta della Juventus era una certezza

La storia della Juventus racconta qualcosa di quasi unico. La maglia numero uno è stata indossata da portieri capaci non soltanto di parare, ma di diventare parte dell'identità del club.

Gianpiero Combi fu uno dei primi grandi simboli della porta juventina. Poi arrivò Dino Zoff, monumento del calcio italiano e campione del mondo, capace di trasformare la continuità in una forma d'arte. Zoff non era soltanto un portiere: era una garanzia psicologica per tutta la squadra.

Negli anni Ottanta fu il turno di Stefano Tacconi, altro estremo difensore destinato a entrare nella leggenda bianconera. Negli anni Novanta la Juventus si affidò ad Angelo Peruzzi, portiere straordinario per qualità e personalità, protagonista di una delle epoche più vincenti della storia juventina.

Persino l'esperienza di Edwin van der Sar, pur non essendo stata lunga e perfetta, testimonia quanto fossero alte le aspettative della Juventus per quel ruolo. E poi arrivò Buffon.

Con Gigi la questione portiere sembrò praticamente risolta per una generazione intera. Arrivato nel 2001 dal Parma, Buffon divenne immediatamente il riferimento della Juventus e uno dei più grandi numeri uno della storia. La sua lunga permanenza rese quasi impensabile l'idea di dover cercare un vero erede.

Dopo Buffon, Szczesny: la Juventus aveva ancora una certezza

Il passaggio da Buffon a Szczesny è stato molto meno traumatico di quanto si potesse immaginare.

Il polacco ha raccolto una responsabilità enorme e, pur senza diventare un'icona paragonabile al predecessore, ha offerto per anni rendimento, esperienza e affidabilità. I dati delle ultime stagioni juventine mostrano come Szczesny sia stato stabilmente il titolare, alternandosi soltanto in alcuni periodi con Mattia Perin e, nel ritorno di Buffon, con lo stesso Gigi.

È proprio questo il punto: la Juventus è passata da una generazione di fuoriclasse a un portiere comunque affidabile senza vivere un vero vuoto.

Il problema è arrivato dopo.

Di Gregorio e una porta che non convince più

Michele Di Gregorio era stato scelto proprio con l'idea di costruire il futuro. Un portiere giovane, italiano, reduce da ottime stagioni e considerato uno dei profili più interessanti del campionato.

Ma il percorso non ha prodotto, almeno finora, le certezze che la Juventus cercava.

Gli ultimi episodi hanno riaperto pesantemente il dibattito sul suo futuro. L'errore contro l'Inter nell'amichevole di Perth ha fatto scattare l'allarme e ha riportato il mercato dei portieri al centro delle strategie bianconere. Non è soltanto la singola papera a pesare: è la sensazione di una squadra che non si sente completamente protetta alle proprie spalle.

E quando una squadra come la Juventus comincia a interrogarsi sul proprio portiere, il problema diventa immediatamente enorme.

Suzuki, Vicario, Trubin: tre idee per cancellare il dubbio

Il mercato offre oggi tre strade molto diverse.

Zion Suzuki rappresenta la soluzione più intrigante per prospettiva. Il giapponese è considerato uno dei portieri emergenti del calcio europeo e la Juventus lo sta valutando concretamente. Il problema è economico e soprattutto legato alla posizione del Paris Saint-Germain, interessato al giocatore e potenzialmente disposto anche a ragionare su un prestito.

Guglielmo Vicario è invece il profilo dell'esperienza internazionale. Ha già giocato in Premier League e, secondo le valutazioni riportate in questi giorni, rimane tra le alternative più concrete. Non a caso Stefano Tacconi, uno che quella porta la conosce molto bene, ha indicato proprio il portiere italiano come soluzione preferibile.

Poi c'è Anatolij Trubin, il portiere ucraino che nelle ultime settimane è tornato con forza nei radar juventini. È una pista diversa, più legata alla ricerca di un profilo giovane ma già abituato a un livello internazionale. La sua candidatura ha guadagnato terreno proprio mentre altre trattative diventavano più complicate.

Il vero problema della Juventus non è soltanto Di Gregorio

Ridurre tutto a Di Gregorio sarebbe però troppo semplice.

Il vero problema è che la Juventus sembra aver perso quella capacità storica di programmare la successione tra i pali. Per decenni il passaggio è stato quasi naturale: Zoff, Tacconi, Peruzzi, Buffon. Poi Szczesny. Ogni volta c'era un portiere riconoscibile, con caratteristiche precise e soprattutto con una personalità sufficiente per sopportare la pressione di quella maglia.

Oggi invece la Juventus sta valutando più nomi contemporaneamente, cercando di capire quale possa diventare il nuovo punto fermo.

Ed è questo il paradosso più grande.

Una società che ha costruito una parte della propria leggenda proprio sulla solidità del numero uno si ritrova, nell'estate 2026, a discutere ancora su chi debba occupare quella posizione. Suzuki, Vicario, Trubin: tre nomi, tre filosofie, tre possibili risposte alla stessa domanda.

Chi sarà il prossimo portiere della Juventus?

La risposta, per una volta, non è ancora scritta. E forse è proprio questo il dato più lontano dalla storia bianconera.

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