09 Aug, 2026 - 12:50

Chi è Diana Bianchedi, nuova capodelegazione della Nazionale: età, carriera e ruolo

Chi è Diana Bianchedi, nuova capodelegazione della Nazionale: età, carriera e ruolo

Diana Bianchedi è la nuova capodelegazione della Nazionale italiana. La scelta è stata annunciata da Giovanni Malagò, che ha individuato nell'ex campionessa di scherma la figura ideale per rappresentare gli azzurri e, allo stesso tempo, avvicinare il calcio al resto dello sport italiano. 

Un incarico che va oltre il semplice ruolo dirigenziale e che rientra nella volontà di imprimere una vera “rivoluzione culturale” alla Nazionale. Bianchedi, già vicepresidente vicaria del Coni, porta con sé un prestigioso passato da atleta, una lunga esperienza nelle istituzioni sportive e una credibilità internazionale costruita in oltre vent'anni di carriera. Scopriamo allora chi è ripercorrendo la sua storia.

Chi è Diana Bianchedi? Età e origini

Diana Bianchedi è nata a Milano il 4 novembre 1969. Cresciuta nella Società del Giardino, ha iniziato a praticare scherma a soli sei anni, mostrando fin da giovanissima qualità che l'avrebbero portata ai vertici del fioretto mondiale. Dopo la carriera agonistica ha costruito un percorso altrettanto importante fuori dalla pedana.

Nel 1995 si è laureata in Medicina e Chirurgia e nel 2001 ha conseguito la specializzazione in Medicina dello Sport. È sposata con l'ex fiorettista Gianmarco Amore e ha due figli, Giulia e Federico. Malagò l'ha scelta per dare una sterzata all'immobilismo istituzionale degli ultimi anni, puntando fortemente sull'ex atleta e presentandola con parole di grande stima.

La carriera da atleta

La carriera di Bianchedi è legata soprattutto alle grandi imprese del Dream Team del fioretto italiano. Ha conquistato dieci medaglie ai Mondiali, con cinque ori, un argento e quattro bronzi, oltre a quattro medaglie europee. Nel 1993 ha vinto anche la Coppa del Mondo assoluta di fioretto. Il momento più importante è arrivato alle Olimpiadi di Barcellona 1992, dove ha conquistato l'oro nella prova a squadre insieme a Giovanna Trillini, Francesca Bortolozzi, Margherita Zalaffi e Dorina Vaccaroni. Fu il primo titolo olimpico per una squadra femminile italiana, momento storico per tutto il nostro sport.

Otto anni più tardi, a Sydney, Bianchedi ha replicato l'impresa conquistando il secondo oro olimpico a squadre insieme a Trillini e Valentina Vezzali. Nel mezzo c'è anche il difficile episodio di Atlanta 1996, quando durante il torneo individuale si ruppe il tendine d'Achille. L'infortunio la costrinse a un lungo stop, ma non mise fine alla sua carriera. Bianchedi tornò infatti a vincere e si ritirò nel 2001 da campionessa, dopo aver conquistato il quinto oro mondiale. Nel 2017 è stata inserita nella Hall of Fame della Federazione internazionale della scherma, a conferma di una carriera davvero leggendaria.

L'investitura di Malagò e il nuovo ruolo

Terminata l'attività agonistica, Bianchedi ha intrapreso una lunga carriera dirigenziale. Nel 2001 è diventata vicepresidente del Coni, prima donna e più giovane componente dell'esecutivo nella storia dell'ente. Ha lavorato sul contrasto al doping e seguito importanti progetti legati alle candidature olimpiche di Milano, Roma e Milano-Cortina. Nel 2025 è stata eletta vicepresidente vicaria del Coni.

Malagò le ha affidato la Nazionale, con l'obiettivo di rendere il calcio più integrato nel sistema sportivo italiano. La nomina arriva dopo l'addio di Gigi Buffon e completa il nuovo assetto dirigenziale azzurro, studiato nei dettagli dal nuovo presidente. Per il numero uno della FIGC, Bianchedi possiede “prestigio e credibilità internazionale” e può rappresentare un ponte tra il mondo del pallone e lo sport italiano.

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