10 Aug, 2026 - 07:00

Il falò senza fuoco: come Anthropic ha comprato e distrutto milioni di libri per addestrare Claude

Il falò senza fuoco: come Anthropic ha comprato e distrutto milioni di libri per addestrare Claude

Prima viene la ghigliottina idraulica. Taglia il dorso, libera le pagine, le consegna a uno scanner industriale che le ingoia a migliaia. Poi il macero. È così che Anthropic, l'azienda del modello linguistico Claude, ha costruito la sua biblioteca privata di addestramento. Il nome interno era Project Panama, e il memo che lo apriva, datato 13 aprile 2024, comincia con una riga che vale come una confessione: "Project Panama è il nostro sforzo per scansionare distruttivamente tutti i libri del mondo". Poco più giù, la ragione del nome in codice: "Non vogliamo che si sappia che ci stiamo lavorando".

Il falò di libri ha sempre chiesto spettatori. La piazza, la fiamma, il fumo visibile da lontano: il senso stava nella dimostrazione pubblica di chi comanda sulla lingua degli altri. Qui la fiamma manca e il rito si è fatto logistica: pallet, capannoni, camion del riciclo. Nel febbraio 2024 l'azienda ha assunto Tom Turvey, che veniva dalle partnership di Google Books, e ha cercato un fornitore capace di "convertire da 500.000 a 2 milioni di libri" in sei mesi. Servivano volumi anteriori al web, spiegano i documenti desecretati, per insegnare a Claude a scrivere bene invece di scimmiottare la lingua di internet. La carta come antidoto alla melma digitale.

Il rogo che la legge premia

Nel giugno 2025, nella causa Bartz contro Anthropic, il giudice federale William Alsup ha stabilito che comprare libri di carta, smontarli e digitalizzarli per addestrare un modello è fair use. Scaricarli dalle biblioteche pirata LibGen e Pirate Library Mirror resta illecito. Il ragionamento poggia su un punto tecnico: a ogni volume acquistato corrisponde una sola copia digitale, che prende il posto di quella fisica. La distruzione, quindi, è il requisito. Il diritto d'autore statunitense, scritto per proteggere le opere, premia chi le elimina.

Il conto della parte illecita è arrivato a 1,5 miliardi di dollari, approvati in via definitiva il 20 luglio 2026: 3.000 dollariper opera su 500 mila titoli, a fronte di oltre 7 milioni di copie scaricate. Dei libri comprati e distrutti non risarcisce nessuno: quelli erano leciti. Dall'azienda hanno tenuto a precisare che la sentenza resta intatta e che l'accordo riguardava soltanto "come alcuni materiali sono stati acquisiti", dice.

Gli antiquariati d'Europa, svuotati di notte

Da fine aprile 2026 gli antiquariati online di mezza Europa ricevono ordini automatici fra le tre e le cinque del mattino. Manualistica, saggistica, biografie: quasi mai romanzi, mai una logica da collezionista. Il compratore era la canadese Zoom Books, che smentisce di digitalizzare o distruggere libri per addestrare modelli di IA. Anthropic, interpellata da Snopes, precisa che nessun suo programma compra e distrugge libri "rari" o "antiquari". Intanto un antiquario intervistato dalla radiotelevisione svizzera SRF stima gli acquisti in 700.000 titoli nel solo mercato tedesco e 3 milioni nel mondo.

Il Börsenverein des Deutschen Buchhandels, l'associazione degli editori e librai tedeschi, è stato secco: per il suo portavoce, all'emittente pubblica NDR, una pratica del genere viola apertamente il diritto d'autore, e in Germania la scansione sarebbe vietata a prescindere dallo scopo. Solo che i libri si comprano in Europa e si aprono negli Stati Uniti, dove vale il fair use. La frontiera è l'operazione politica, quindi, e non un dettaglio doganale. Nel mezzo gli intermediari vendono l'anonimato come servizio: il database ISBNdb aveva pubblicato una pagina, poi rimossa, dove ammetteva che "il problema d'immagine è reale", perché un titolo sulla distruzione di due milioni di libri "non genera simpatia". Onesti almeno con sé stessi.

La riserva che nessuno può opporre

Una difesa, sulla carta, l'Europa ce l'ha. L'articolo 4 della direttiva 2019/790 ammette l'estrazione di testo e dati salvo riserva espressa dal titolare. L'articolo 53 dell'AI Act obbliga chi immette modelli di uso generale sul mercato europeo a rispettarla, e il considerando 106 estende l'obbligo a prescindere dalla giurisdizione in cui l'addestramento avviene. Gli obblighi valgono dal 2 agosto 2025. Dal 2 agosto 2026, cioè da cinque giorni, la Commissione può sanzionarne la violazione fino al 3% del fatturato mondiale o a 15 milioni di euro.

La riserva è congegnata per i contenuti resi disponibili online, in forma leggibile dalla macchina. Un manuale di idraulica del 1978 comprato in un antiquariato di Amburgo non ha canali per dire di no. Proprio lì dove la norma europea dovrebbe mordere, il perimetro finisce. E il patrimonio analogico si travasa in un archivio privato che nessun lettore, nessuna biblioteca, nessun autore potrà mai consultare.

Il rito antico pretendeva un pubblico. Questo ha preteso un nome in codice, un fornitore, un accordo di riservatezza, e in più si è preso una sentenza che lo autorizza. "Non vogliamo che si sappia che ci stiamo lavorando", scriveva il memo del 2024: per ventuno mesi ha funzionato esattamente come previsto. Il resto lo hanno fatto i faldoni di un tribunale californiano: un modo bizzarro di scoprire come viene fabbricata la lingua che ci risponde ogni mattina.

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