07 Aug, 2026 - 12:25

Chi è pro e chi contro Infantino? Argentina e Messico a favore, rottura totale con le inglesi

Chi è pro e chi contro Infantino? Argentina e Messico a favore, rottura totale con le inglesi

Gianni Infantino non è mai stato così sotto pressione da quando, nel 2016, è diventato presidente della FIFA. La bufera nata attorno al progetto di aprire ai capitali privati una parte dei diritti commerciali della Coppa del Mondo ha incrinato i rapporti con numerose federazioni. Dopo il dietrofront della FIFA e le scuse rivolte alle 211 federazioni affiliate, il dibattito non si è placato. Anzi, il tema si è spostato direttamente sulla leadership di Infantino, che nel marzo 2027 cercherà la rielezione durante il Congresso FIFA in Marocco.

Se fino a poche settimane fa la sua conferma sembrava scontata, oggi il presidente svizzero deve fare i conti con un consenso a dir poco altalenante. Da una parte c'è il fronte guidato dalla UEFA, sempre più critico nei suoi confronti, dall'altra federazioni e confederazioni che continuano a sostenerne la leadership. Vediamo allora come si divide il panorama internazionale e quali potrebbero essere i prossimi sviluppi.

Infantino, pieno sostegno da Argentina e Messico

Nelle ultime ore il presidente della FIFA ha incassato un sostegno importante da parte dell'Argentina. Attraverso un lungo comunicato firmato dal presidente dell'AFA Claudio Tapia, la Federcalcio albiceleste ha ribadito la propria fiducia, definendo positivo il lavoro svolto negli ultimi dieci anni per lo sviluppo del calcio mondiale. Allo stesso tempo, però, non ha ignorato le tensioni delle ultime settimane. Nel documento viene riconosciuto che il progetto sulla commercializzazione dei Mondiali ha creato "più incertezze che certezze", nonostante la decisione della FIFA di ritirarlo sia stata molto apprezzata.

Per l'AFA la capacità di fare un passo indietro rappresenta un segnale di rispetto delle regole di governance e delle federazioni affiliate. Alla stessa linea si è unita anche la Federazione messicana, che ha preso una posizione diversa rispetto alla CONCACAF, chiedendo che qualsiasi decisione sul futuro della presidenza FIFA avvenga esclusivamente attraverso gli organi previsti dallo statuto. Di diverso avviso la Conmebol sudamericana, che non ha potuto non esprimere la sua preoccupazione per lo scenario che si sta configurando.

Il boicottaggio della UEFA

Nessun passo avanti da parte della UEFA. L'organo europeo continua a contestare la gestione di Infantino e, dopo aver dichiarato negli scorsi giorni di aver perso la fiducia nell'attuale presidente, ha ribadito che la sua posizione non è cambiata. Confermato, dunque, il boicottaggio delle competizioni FIFA, una presa di posizione senza precedenti che certifica la profonda distanza tra Zurigo e Nyon. 

Per la UEFA il problema non riguarda soltanto il progetto poi ritirato, ma soprattutto il modo con cui sarebbe stato portato avanti, senza un adeguato coinvolgimento delle federazioni. La vicenda ha alimentato nuove critiche sulla governance della FIFA, mentre il sindacato mondiale dei calciatori FIFPRO ha definito quanto accaduto un grave fallimento istituzionale.

Il fronte del no si allarga

Il dissenso nei confronti di Infantino continua ad allargarsi a macchia d'olio. Negli ultimi giorni Croazia, Inghilterra, Finlandia, Galles e Albania hanno ritirato il proprio sostegno al presidente della FIFA, spiegando di aver rivalutato la situazione alla luce degli ultimi sviluppi. In vista delle elezioni del marzo 2027, Infantino può ancora contare sul sostegno di molte federazioni, soprattutto in Sud America e in Africa. Allo stesso tempo, però, cresce il fronte delle opposizioni, oggi più compatto rispetto al passato. La corsa alla presidenza della FIFA è solo all'inizio, ma la spaccatura delle ultime settimane potrebbe cambiare gli equilibri del calcio mondiale dopo oltre dieci anni di leadership.

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