Ieri, giovedì 6 agosto 2026, si è svolta presso la Commissione d'inchiesta sull'emergenza Covid-19, l'audizione del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
Un'audizione fiume durata circa cinque ore, nel corso della quale l'ex presidente del Consiglio ha prima reso una lunga dichiarazione in cui ha ricostruito il primo anno della pandemia, e poi risposto alle domande dei commissari.
I lavori si sono conclusi poco dopo le 20,00 e rinviati al 14 settembre per il prosieguo dell'audizione.
In serata c'è stato anche tempo per un ultimo botta e risposta a distanza tra l'ex premier e l'attuale presidente del Consiglio.
Giuseppe Conte si è presentato davanti alla Commissione mettendo subito le cose in chiaro: ha definito l'organismo parlamentare un “plotone di esecuzione” costruito contro di lui, ha ribadito di non aver mai tenuto comportamenti illeciti e di non essere intenzionato a permetter a nessuno di “gettare ombre sulla gestione della pandemia”.
Infine ha tirato in ballo Giorgia Meloni, accusata di essere la “regista” degli attacchi nei suoi confronti, invitandola a “confrontarsi politicamente” con lui e di “evitare trucchetti e mezzucci”.
La lunga relazione – durata quasi tre ore – è servita, però, a Conte anche a esporre la sua versione dei fatti, la sua ricostruzione di cosa è accaduto tra il marzo 2020 e il febbraio 2021, quando lui era a Palazzo Chigi.
L’ex premier ha parlato dei lockdown e del ricorso ai Dpcm. Conte ha sostanzialmente rivendicato la linea seguita nel 2020 dal suo governo, sostenendo che le decisioni furono prese in un contesto eccezionale e con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica.
Ha difeso il ricorso ai Dpcm come strumento per intervenire in fretta, in un momento in cui il Paese aveva bisogno di risposte immediate davanti ad una situazione inedita sotto tutti i punti di vista.
Sul green pass Conte ha distinto tra il principio dello strumento e le modalità con cui è stato applicato dal governo Draghi. Ha difeso il valore che misure di quel tipo hanno come protezione collettiva, ma ha anche commentato in maniera critica il modo in cui è stata gestita la vicenda.
Ha chiarito Conte.
Ma è sui vaccini che arriva l'affondo più importante con la critica all'introduzione nel gennaio 2022 dell'obbligo vaccinale per gli over 50 da parte del Governo Draghi.
Conte racconta di aver espresso a Speranza e a Draghi dei dubbi sulla necessità della misura, sostenendo che, con una copertura vaccinale già molto alta, l’obbligo avrebbe avuto un beneficio sanitario limitato rispetto al costo sociale e politico.
La sua posizione, quindi, può essere riassunta così: riteneva che l’obiettivo di sicurezza sanitaria fosse già stato in gran parte raggiunto.
E poi ha rivendicato la sua posizione:
Il leader M5s, infine, ha anche colto l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
L'ex premier ha anche risposto alle domande sulla questione della missione dei medici russi in Italia.
Ha spiegato Conte in audizione.
L'ex premier, infatti, ha aperto il suo intervento informando la commissione di essersi recato – lunedì 3 agosto – in Procura per depositare un verbale di circa 10 pagine arrivatogli in forma anonima.
Il leader M5s ha anche illustrato brevemente il contenuto del documento poi depositato agli atti della commissione e che riguarderebbe il caso mascherine, in queste settimane al centro del dibattito politico.
Il documento secondo quanto spiegato da Conte sarebbe indirizzato alla presidenza del Consiglio dei Ministri e sarebbe datato 14 aprile 2022. All'epoca Conte non era già più premier.
In serata c'è stato anche tempo per un ultimo botta e risposta con la premier Giorgia Meloni.
Nella sua audizione, Conte ha chiamato direttamente in causa la leader di Fratelli d'Italia, che ha replicato con un post sulla sua pagina Facebook.
Ha scritto Giorgia Meloni, che poi ha concluso:
A stretto giro è arrivato anche la replica di Conte:
E ancora:
L’audizione di Conte davanti alla Commissione Covid proseguirà il 14 settembre. La seconda parte dei lavori sarà dedicata alle domande dei commissari e agli ulteriori chiarimenti richiesti all’ex presidente del Consiglio.