07 Aug, 2026 - 11:50

Commissione Covid, la versione di Conte: lockdown, vaccini e mascherine al centro del racconto

Commissione Covid, la versione di Conte: lockdown, vaccini e mascherine al centro del racconto

Ieri, giovedì 6 agosto 2026, si è svolta presso la Commissione d'inchiesta sull'emergenza Covid-19, l'audizione del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

Un'audizione fiume durata circa cinque ore, nel corso della quale l'ex presidente del Consiglio ha prima reso una lunga dichiarazione in cui ha ricostruito il primo anno della pandemia, e poi risposto alle domande dei commissari. 

I lavori si sono conclusi poco dopo le 20,00 e rinviati al 14 settembre per il prosieguo dell'audizione. 

In serata c'è stato anche tempo per un ultimo botta e risposta a distanza tra l'ex premier e l'attuale presidente del Consiglio.

Giuseppe Conte si è presentato davanti alla Commissione mettendo subito le cose in chiaro: ha definito l'organismo parlamentare un “plotone di esecuzione” costruito contro di lui, ha ribadito di non aver mai tenuto comportamenti illeciti e di non essere intenzionato a permetter a nessuno di “gettare ombre sulla gestione della pandemia”.

Infine ha tirato in ballo Giorgia Meloni, accusata di essere la “regista” degli attacchi nei suoi confronti, invitandola a “confrontarsi politicamente” con lui e di “evitare trucchetti e mezzucci”.

Lockdown e Dpcm: l’ex premier rivendica le scelte del governo nel 2020 

La lunga relazione – durata quasi tre ore – è servita, però, a Conte anche a esporre la sua versione dei fatti, la sua ricostruzione di cosa è accaduto tra il marzo 2020 e il febbraio 2021, quando lui era a Palazzo Chigi.

L’ex premier ha parlato dei lockdown e del ricorso ai Dpcm. Conte ha sostanzialmente rivendicato la linea seguita nel 2020 dal suo governo, sostenendo che le decisioni furono prese in un contesto eccezionale e con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica. 

Ha difeso il ricorso ai Dpcm come strumento per intervenire in fretta, in un momento in cui il Paese aveva bisogno di risposte immediate davanti ad una situazione inedita sotto tutti i punti di vista. 

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Ogni volta che adottavamo un dpcm, le ambasciate lo traducevano e si diffondevano in tutte le cancellerie. Quindi, siamo stati realmente un modello, nei fatti, in Italia e a livello internazionale''. 

Green pass, cosa ha detto l'ex premier

Sul green pass Conte ha distinto tra il principio dello strumento e le modalità con cui è stato applicato dal governo Draghi. Ha difeso il valore che misure di quel tipo hanno come protezione collettiva, ma ha anche commentato in maniera critica il modo in cui è stata gestita la vicenda.

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“Il green pass è la logica noi diciamo giuridicamente dell'onere, i giuristi di una volta lo chiamavano dovere libero: caro cittadino, cara cittadina, tu sei contrario al vaccino e allora puoi avere il privilegio di non fartelo oppure la libertà di non sottoporti al vaccino, però non puoi pretendere poi di andare al cinema, al ristorante, non puoi pretendere di andare nei luoghi di aggregazione e conservare le tue convinzioni nel momento in cui possono incrociare anche a rischio per altri. 

Ha chiarito Conte.

Obbligo vaccinale over 50, Conte: “Chiamai Draghi e Speranza”

Ma è sui vaccini che arriva l'affondo più importante con la critica all'introduzione nel gennaio 2022 dell'obbligo vaccinale per gli over 50 da parte del Governo Draghi.
Conte racconta di aver espresso a Speranza e a Draghi dei dubbi sulla necessità della misura, sostenendo che, con una copertura vaccinale già molto alta, l’obbligo avrebbe avuto un beneficio sanitario limitato rispetto al costo sociale e politico. 

La sua posizione, quindi, può essere riassunta così: riteneva che l’obiettivo di sicurezza sanitaria fosse già stato in gran parte raggiunto.

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“Chiamai il ministro Speranza e dissi: siamo ben oltre le previsioni delle soglie dell'immunità di gregge inizialmente preventivate, programmate. Ma che motivo c'è di andare oggi a introdurre addirittura l'obbligo vaccinale per gli over 50”.

E poi ha rivendicato la sua posizione:

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Se io ho preso un telefono, mi sono fatto una lunga conversazione con Speranza e dopo ho fatto una lunga conversazione con Draghi per convincerlo a non insistere sull'obbligo over 50, io oggi lo rivendico non perché devo prendere un consenso, un voto in più, perché è la verità, perché l'ho fatto, perché risponde alle mie convinzioni, risponde ai miei valori.”

Il leader M5s, infine, ha anche colto l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

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Non è vero che quando siamo andati via la campagna vaccinale si era avviata con risultati modesti. Falso, detto, ripetuto, perché bisognava preparare il Governo dei migliori.

La missione russa in Italia e il caso delle mascherine: la versione dell’ex premier 

L'ex premier ha anche risposto alle domande sulla questione della missione dei medici russi in Italia.

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La missione russa in Italia è stata indagata in sede di Copasir, dove sono stati ascoltati tutti gli elementi coinvolti e io personalmente ho chiesto di essere ascoltato. Nel marzo 2020, la Russia ha inviato personale e materiale sanitario. Questa collaborazione era frutto di un accordo bilaterale della Protezione civile per la gestione delle catastrofi. 

Ha spiegato Conte in audizione.

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Quello che voglio dire che questa missione non è stata costruita tra Conte e Putin per amicizia personale, è stata fatta perché l'Italia e la Russia hanno un legame anche culturale molto intenso e anche la Russia si è resa disponibile in un contesto che nasce nell'ambito della Protezione Civile. Io so per certo che a un certo punto, quando mi sono trovato un paese in queste forti difficoltà, nel momento più acuto, non avevamo macchine inspiratorie,non avevamo mascherine quindi un aiuto circoscritto modesto mi è sembrato irragionevole rifiutarlo.

Il caso mascherine e il verbale in Procura

Ma l'audizione di Giuseppe Conte si è aperta con un coup de theatre o con un finto scoop come è stato, invece, definito dagli esponenti di Fratelli d'Italia.

L'ex premier, infatti, ha aperto il suo intervento informando la commissione di essersi recato – lunedì 3 agosto – in Procura per depositare un verbale di circa 10 pagine arrivatogli in forma anonima. 

Il leader M5s ha anche illustrato brevemente il contenuto del documento poi depositato agli atti della commissione e che riguarderebbe il caso mascherine, in queste settimane al centro del dibattito politico.

Il documento secondo quanto spiegato da Conte sarebbe indirizzato alla presidenza del Consiglio dei Ministri e sarebbe datato 14 aprile 2022. All'epoca Conte non era già più premier. 

Lo scontro finale con Meloni dopo l’audizione davanti alla Commissione Covid 

In serata c'è stato anche tempo per un ultimo botta e risposta con la premier Giorgia Meloni. 

Nella sua audizione, Conte ha chiamato direttamente in causa la leader di Fratelli d'Italia, che ha replicato con un post sulla sua pagina Facebook.

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Giuseppe Conte sostiene che la Commissione Covid sarebbe un “plotone di esecuzione” orchestrato contro di lui. Solo che, a differenza sua, non mi interessa gettare fango su nessuno, né trasformare una tragedia che ha segnato milioni di italiani in un terreno di scontro personale.”

Ha scritto Giorgia Meloni, che poi ha concluso:

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Quello che dovrebbe interessare tutti, e che interessa soprattutto agli italiani, è una cosa molto più semplice: conoscere tutta la verità su ciò che è accaduto durante la pandemia. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani.”

A stretto giro è arrivato anche la replica di Conte:

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“Cara Giorgia Meloni, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C'ero anche oggi in Commissione Covid. 

E ancora:

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“Dicci dove sono finite le Regioni di centrodestra che avete scudato dalle domande sulla gestione Covid. Dicci quando Santanchè andrà in Tribunale senza protezioni e scudi sull'inchiesta per truffa Covid. Potrei continuare. Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all'Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male.

L’audizione di Conte davanti alla Commissione Covid proseguirà il 14 settembre. La seconda parte dei lavori sarà dedicata alle domande dei commissari e agli ulteriori chiarimenti richiesti all’ex presidente del Consiglio.

 

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