07 Aug, 2026 - 08:15

Garlasco, parla il prof. Galassi: "Per Stasi buona chance di revisione processuale". E su Sempio...

Garlasco, parla il prof. Galassi: "Per Stasi buona chance di revisione processuale". E su Sempio...

Le anticipazioni del Tg1 sui possibili esiti degli accertamenti suppletivi disposti dalla Procura di Pavia hanno riacceso l’attenzione sul delitto di Garlasco. Secondo le indiscrezioni, i consulenti dei pm avrebbero confermato sia la compatibilità dell'impronta 33 con la mano destra di Andrea Sempio e quella dell'impronta di scarpa sottostante con il suo piede, sia le conclusioni sul Dna estratto dai margini ungueali di Chiara Poggi, attribuito alla linea paterna del 38enne.

Allo stesso tempo, sarebbe stata rimessa in discussione la cosiddetta "impronta a pallini", centrale nel processo conclusosi con la condanna definitiva di Alberto Stasi. Si tratta di elementi che, qualora confermati, potrebbero incidere in maniera significativa sulle prossime decisioni della Procura e sulla rilettura complessiva del caso. Tag24 ne ha parlato con Francesco Maria Galassi, medico e antropologo forense.

Perché i nuovi accertamenti potrebbero essere decisivi

Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura di Pavia dopo il deposito delle consulenze della difesa di Andrea Sempio. Secondo il professor Galassi, sarà centrale dunque il controllo metodologico. "Si tratta di valutare come si sia giunti alle controdeduzioni difensive, quindi i metodi scientifici adoperati dai consulenti di parte", spiega.

Era stato lo stesso procuratore Fabio Napoleone a chiarire le finalità delle verifiche, in un comunicato nel quale annunciava anche il conferimento di un incarico allo psichiatra Roberto Catanesi, chiamato a valutare l'eventuale presenza di disturbi in capo all'indagato, la sua capacità di intendere e di volere e l'eventuale pericolosità sociale.

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È stato disposto che i consulenti tecnici del pm, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell'affidabilità scientifica,

aveva spiegato.

"La Procura ha adottato un approccio molto più multidisciplinare e recente", afferma Galassi, facendo riferimento non solo alla questione delle impronte, ma anche alle conclusioni della consulenza Cattaneo sulle lesioni riportate da Chiara Poggi. "La scoperta che la vittima reagì è qualcosa di veramente significativo", osserva.

La "maglia di compatibilità" intorno ad Andrea Sempio

Secondo Galassi, il quadro va letto nel suo complesso. "Contro l'indagato Andrea Sempio esistono varie direttrici di attacco dal punto di vista della pubblica accusa", spiega. "Se consideriamo gli aspetti scientifici e quelli indiziari, mi pare che siano circa una ventina. L'indagato si trova in una specie di maglia di compatibilità tutte convergenti verso quell'obiettivo". 

Il punto, osserva, è che si tratta di "linee di evidenza che procedono in modo autonomo". "Anche se due o tre di queste linee d'attacco fossero confutate pienamente, ne rimarrebbero in piedi comunque tante altre". Un'impostazione che, secondo il medico e antropologo forense, rappresenta una differenza sostanziale rispetto al procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Inoltre, aggiunge, "se l'esito delle nuove consulenze dei pm sarà critico sui metodi adottati dalla difesa, questo potrebbe essere l'anticamera della negazione di perizie". La ragione è semplice: "Le perizie vengono concesse quando c'è un dubbio scientifico sostanziale, e per giungere a un dubbio scientifico sostanziale, serve anche un sostanziale pareggio scientifico". Circostanza che lui stesso al momento esclude.

L'ipotesi di una revisione processuale per Stasi

Sulla possibilità che si arrivi a una revisione processuale per Alberto Stasi, Galassi dichiara: "Credo che ci sia una buona chance, che ci siano tutti gli elementi per un potenziale ribaltamento". Una valutazione che, precisa, riguarda esclusivamente il piano scientifico, mentre quello giuridico resta affidato ai magistrati. 

Riflettendo sugli insegnamenti che si possono trarre dal caso specifico, l'esperto conclude: "Oggi è proprio grazie alla scienza se accusa e difesa possono rendere sempre più obiettiva l'analisi del quadro". Secondo Galassi, il delitto potrebbe quindi "fare scuola", soprattutto per il ruolo assunto dall'anatomia e dall'antropologia forense nella rilettura delle tracce e della scena del crimine. 

L'intervista integrale al professore sul canale Youtube di Tag24.

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