Nelle ultime settimane è esploso il dibattito sulle creme solari e su una loro eventuale correlazione con l'insorgenza dei tumori della pelle.
Un dibattito alimentato anche da alcuni video e post pubblicati da personaggi pubblici molto seguiti sui social e da alcuni professionisti in cui si sostiene – tra le altre cose – che le protezioni solari sarebbero tossiche, mentre un'esposizione maggiore al sole avrebbe funzione protettiva.
Affermazioni che, naturalmente, hanno acceso un forte confronto nella comunità scientifica e molti dermatologi e oncologi sono intervenuti pubblicamente per smentire quelle che considerano interpretazioni scorrette degli studi disponibili.
L'Istituto Superiore della Sanità è intervenuto per ricordare che non esistono prove sulla cancerogenicità delle creme solari utilizzate secondo le indicazioni.
In questo contesto è stato anche coniato un nuovo termine: “no sunscreen”, utilizzato per indicare la tendenza soprattutto sui social scoraggiano l'uso dei filtri solari i o ne minimizzano l'utilità, sostenendo che il sole sia stato ingiustamente demonizzato.
Per fare chiarezza abbiamo intervistato la dottoressa Ketty Peris, dermatologa, docente di Dermatologia all'Università Cattolica e direttrice dell'UOC di Dermatologia del Policlinico Gemelli, nonché tra le massime esperte italiane di tumori cutanei, che spiega cosa dice davvero la letteratura scientifica sulle creme solari, sul melanoma e sulla corretta esposizione al sole.
D: Professoressa, Da dove nasce la convinzione che le creme solari siano pericolose o addirittura favoriscano i tumori della pelle? Quali errori di interpretazione ci sono dietro questa teoria?
R: Diciamo innanzitutto che la convinzione nasce dalla diffusione di informazioni non corrette e anche da un’errata interpretazione di studi scientifici.
Alcuni lavori scientifici hanno infatti riscontrato che ci possono essere delle tracce di filtri solari, assorbite dall’organismo con effetti tossici, ma questo è successo in esperimenti di laboratorio, dove la quantità di creme solari utilizzata è di gran lunga superiore a quella che viene utilizzata nell’uomo.
Sono stati esperimenti animali, hanno dimostrato delle cose che non possono essere trasferite all’uomo. Quindi questo studio sicuramente non è stato correttamente interpretato.
Questo non vuol dire che la crema solare determina lo sviluppo di tumori. Inoltre ci sono robuste informazioni scientifiche che ci dicono che, l’uso corretto di creme solari insieme ad altre misure protettive, invece riduce lo sviluppo di tumori della pelle.
D: La teoria secondo cui le protezioni solari possano essere legate all’insorgenza dei tumori si è diffusa principalmente dei social. Quanto è grave che personaggi pubblici si espongano su queste tematiche?
R: E’ grave perché è un ragionamento fuorviante. Intanto diciamo che nessuna misura preventiva garantisce una protezione assoluta, e questo in tutta la medicina.
Il rischio di tumori cutanei dipende da diversi fattori, sicuramente c’è una correlazione con un'eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette, ma ci sono anche fattori genetici, ambientali.
La causalità è molto complessa, ma ci sono tantissime prove che le radiazioni ultraviolette sono sicuramente una delle cause dei tumori cutanei. La foto-protezione è comunque uno strumento di protezione.
D: Dovendo rispondere ai dubbi delle persone se utilizzare o meno la protezione solare, cosa consiglia?
R: Io sono sempre stata una grande sostenitrice delle protezioni solari, perché mi occupo da sempre dei tumori cutanei, motivo per cui le uso io stessa e le consiglio sempre.
Per me è un mantra indispensabile, quindi io dico sempre: usare le protezioni, non esporsi eccessivamente al sole, le scottature solari fanno male, non esporsi durante i momenti di irradiazione massima e fare un’adeguata foto-protezione.
Foto-protezione adeguata non significa solo mettere la crema, significa anche mettere un cappello, usare delle magliette se necessario, cercare l’ombra: la crema da sola non è sufficiente.
D: Per chi oggi è confuso da messaggi contrastanti quali sono i consigli riconoscere un'informazione affidabile da una fake news?
R: Sicuramente le raccomandazioni delle società scientifiche e quindi degli organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo Iarc che è l’organizzazione internazionale che si occupa dei tumori e che ha indicato le radiazioni ultraviolette un cancerogeno, così come i lettini solari.
Tutte dispensano consigli per la popolazione e queste sono le informazioni più sicure, tutto il resto sono chiacchiere.
D: Qual è la bugia più pericolosa che oggi si racconta sulle creme solari?
R: Che le creme solari causano il melanoma. Questa è una cosa che proprio non posso sentire. Questa è la bugia più grande, è l’esatto opposto. Le radiazioni ultraviolette possono causare il tumore della pelle, le creme solari non causano il melanoma.
D: Se dovesse smentire con una sola frase il movimento "no sunscreen", quale sarebbe?
R: Il nemico non è la crema solare e quindi non rinunciate alla protezione solare.
D: Quali sono i suoi consigli per un’esposizione sicura al sole?
R: Evitate le scottature solari, perché quelle sono un reale fattore di rischio per sviluppare i tumori della pelle. Abbiamo 2-4 volte un rischio maggiore di svilupparli, non ustionatevi al sole.
Non diventate rossi come peperoni. Non andate nelle ore centrali, non preparate la pelle con lettini solari, perché anche questa è una fake news. Mettete creme solari, cappelli occhiali da sole e cercate l’ombra.
Estremamente importante riapplicate la crema solare ad alta protezione ogni paio d’ore, quando fate un bagno o la doccia. La protezione va riapplicata, queste sono regole fondamentali per prendere bene il sole e non avere danni.