05 Aug, 2026 - 17:45

Antognoni-Fiorentina, una ferita che nemmeno il Centenario è riuscito a rimarginare

Antognoni-Fiorentina, una ferita che nemmeno il Centenario è riuscito a rimarginare

Il Centenario della Fiorentina sembrava l'occasione perfetta per chiudere una frattura mai così profonda. La decisione del club di ritirare per una stagione la maglia numero 10 e l'invito rivolto da Giuseppe Commisso erano la chiave per riavvicinare Giancarlo Antognoni alla viola. E invece, è arrivato l'ennesimo rifiuto.

L'ex capitano ha apprezzato il gesto, ma non sarà presente alle celebrazioni del 29 agosto. Una scelta che racconta come la spaccatura nata cinque anni fa non sia mai stata superata e come, al di là degli omaggi simbolici, continui a pesare il modo in cui si è consumato l'addio. Un vero peccato se si considera il legame viscerale tra la città di Firenze e lo storico capitano della viola, bandiera e simbolo senza tempo.

La frattura del 2021

La rottura tra Antognoni e la Fiorentina risale all'estate del 2021, quando si chiuse il suo incarico da club manager. Il divorzio lasciò profonde conseguenze: dopo settimane di trattative, Antognoni raccontò di aver vissuto un incontro inspiegabile con l'allora direttore generale Joe Barone. In quella riunione gli venne comunicato che non avrebbe più avuto un ruolo in prima squadra e che si sarebbe spostato al settore giovanile con una revisione del contratto.

Condizioni che l'ex numero 10 non ritenne compatibili con la sua figura. A ferirlo fu soprattutto l'assenza di un confronto diretto con Rocco Commisso: Antognoni spiegò di aspettarsi una telefonata dal presidente, convinto che un rapporto così lungo meritasse un chiarimento personale. Quel contatto, però, non arrivò mai e da quel momento il legame con la nuova proprietà si è incrinato in modo irreversibile.

Dalle carte degli avvocati ai segnali di distensione

Nei mesi successivi la frattura diventò ancora più evidente. Alla delusione seguirono le iniziative legali, con Antognoni che contestò il modo in cui si era concluso il rapporto di lavoro e alcune dichiarazioni lesive della propria immagine. La decisione della Fiorentina di dedicare la stagione del Centenario alla maglia numero 10 è stata interpretata come il primo vero tentativo di ricucire il rapporto, che però non è andato a buon fine.

Nel lungo messaggio diffuso dal club, Giuseppe Commisso ha definito Antognoni "la Fiorentina", sottolineando come il suo valore vada ben oltre presenze, gol e trofei. Un riconoscimento importante, accompagnato dall'annuncio del ritiro della storica maglia numero 10 per la stagione 2026/2027 e dall'invito a partecipare alle celebrazioni del 29 agosto.

Il Centenario non basta

Il gesto, però, non è stato sufficiente. Antognoni ha riconosciuto il valore dell'iniziativa e delle parole spese dalla società nei suoi confronti, ma ha scelto comunque di non partecipare alla festa. Alla base della decisione non c'è il rifiuto dell'omaggio, quanto il metodo con cui è arrivato. L'ex capitano avrebbe voluto saperlo in anticipo, così da discuterne direttamente con la società e capire i contorni della festa viola. Averlo appreso attraverso i giornali ha confermato la sensazione di una distanza mai realmente colmata. Ai suoi occhi è apparso quasi come un gesto di propaganda, un tentativo di ricucire i rapporti sfruttando uno dei momenti più attesi dal popolo della Fiorentina.

Dopo Commisso, il rispetto non è mai mancato

Eppure, nel corso degli anni, Antognoni ha sempre distinto il piano personale da quello umano. Dopo la scomparsa di Rocco Commisso, il campione viola ha voluto ricordare l'ex presidente con parole di grande rispetto. Lo ha definito una persona ambiziosa e piacevole, sottolineando come fosse riuscito a costruire il proprio successo partendo da zero e ricordando gli importanti investimenti per la crescita della Fiorentina.

Un omaggio sincero che ha dimostrato come, davanti a una tragedia del genere, fosse possibile tralasciare le incomprensioni del passato. Tuttavia, le ferite non si sono mai del tutto ricucite. Il trattamento riservatogli dalla Fiorentina resta qualcosa di difficilmente superabile nella testa di Antognoni, che, nonostante tutto, continuerà ad amare quei colori.

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