05 Aug, 2026 - 15:00

Domenico Caliendo, accordo sul risarcimento tra famiglia e Monaldi: "Ora pensiamo al processo penale"

Domenico Caliendo, accordo sul risarcimento tra famiglia e Monaldi: "Ora pensiamo al processo penale"

"Nessun importo potrà mai ridarci il nostro Domenico". Patrizia Mercolino, madre del bimbo di appena due anni morto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore, ha commentato così l'accordo raggiunto stamane con l'Azienda ospedaliera dei Colli per il risarcimento legato al decesso del figlio. L'intesa stragiudiziale consentirà a lei e e agli altri familiari del piccolo di evitare un processo civile e di concentrare l'attenzione sul procedimento penale aperto per accertare eventuali responsabilità nella vicenda.

L'accordo sul risarcimento tra la famiglia e il Monaldi

L'intesa è stata annunciata dall'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. "Siamo pienamente soddisfatti", ha dichiarato, mantenendo il massimo riserbo sull'importo del risarcimento che - secondo le stime - dovrebbe aggirarsi intorno a un milione e mezzo di euro. 

"Volevamo solo chiudere subito per poterci concentrare sul processo penale, che è quello che interessa realmente a me e mio marito", ha aggiunto Mercolino, spiegando che, in questo momento, la rabbia per ciò che è accaduto è più forte del dolore. 

L'Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l'ospedale Monaldi, dove venne eseguito l'intervento, ha precisato dal canto suo che l'accordo "non costituisce un'ammissione di responsabilità".

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Si tratta di una valutazione prognostica sul rischio processuale per bilanciare la tutela dell'ente pubblico e delle sue risorse,

hanno spiegato gli avvocati Raffaella Di Nardo e Arturo Testa.

La morte del piccolo Domenico e l'inchiesta della Procura 

Domenico, affetto da cardiopatia dilatativa, era stato sottoposto al trapianto di cuore il 23 dicembre 2025. Dopo quasi due mesi di ricovero, è morto. Secondo quanto emerso finora, l'organo, donato da un bambino di quattro anni, sarebbe stato conservato, durante il trasporto da Bolzano, in condizioni non adeguate, arrivando a Napoli già danneggiato. I medici avrebbero tuttavia deciso di procedere con l'operazione. 

Al vaglio della Procura di Napoli, che ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso, l'esatta sequenza degli eventi. Sono sette i professionisti dell'ospedale indagati. I due cardiochirurghi che eseguirono l'intervento, Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni, sono stati inoltre sospesi rispettivamente per dodici e sette mesi nell'ambito di un filone d'indagine nel quale vengono contestati i reati di falso materiale e falso ideologico in concorso.

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