Fino a pochi anni fa, i motori di ricerca per eccellenza a cui facevamo affidamento per la ricerca di informazioni erano rappresentati da strumenti come Google o Safari. Oggi, invece, il loro ruolo sembra essere stato sostituito dai social media come TikTok ed Instagram.
Secondo diverse analisi sulle abitudini digitali, infatti, una buona parte della Generazione Z utilizza TikTok per cercare informazioni, recensioni e consigli pratici. Uno studio ha evidenziato che circa il 40% degli utenti intervistati utilizza TikTok come motore di ricerca, con percentuali ancora più alte tra i giovani.
Il motivo ditro a questo cambiamento è semplice: i social offrono un tipo di informazione più interpersonale. Non fornisce, infatti, una lista di link, ma esperienze personali raccontate attraverso video immediati e spesso percepiti come più autentici.
Questo cambiamento sta modificando anche il modo in cui le aziende comunicano. Sempre più brand stanno investendo nella cosiddetta “TikTok SEO”, cioè l’ottimizzazione dei contenuti per comparire nelle ricerche sulla piattaforma.
Ma questa nuova forma di ricerca porta con sé anche alcuni rischi. A differenza dei motori di ricerca tradizionali, dove le informazioni possono essere confrontate tra fonti diverse, su TikTok il contenuto più popolare non è necessariamente quello più corretto. Google, tuttavia, non è scomparso, anzi, resta ancora il principale strumento per ricerche approfondite e informazioni affidabili. Il cambiamento, però, è evidente: le nuove generazioni non cercano soltanto risposte dirette e fredde, ma esperienze, immagini e persone in cui riconoscersi.
Il futuro della ricerca online potrebbe quindi non essere una sfida tra Google e TikTok, ma una trasformazione del modo in cui concepiamo l’informazione stessa.
A cura di Eleonora Sella