04 Aug, 2026 - 14:21

Viviamo davvero meno o sono i social a farcelo credere?

In collaborazione con
Eleonora Sella
Viviamo davvero meno o sono i social a farcelo credere?

Mentre scorriamo il feed di Instagram o TikTok, ci sembra di essere costantemente spettatori della vita degli altri. In pochi minuti, si ha quasi l’impressione che tutti stiano vivendo esperienze straordinarie, mentre noi restiamo fermi a guardare. È proprio da questa sensazione che nasce la cosiddetta FOMO (Fear of Missing Out), ossia la paura di perdersi qualcosa di importante. Il fenomeno, tuttavia, non è nuovo, le sue radici risiedono proprio nel bisogno di socialità ed inclusione dellessere umano.

Oggi, però, i social media amplificano questa paura: le piattaforme mostrano un flusso continuo di immagini e video accuratamente selezionati, dove prevalgono successi, viaggi e momenti felici. Ciò che resta nell’ombra sono le difficoltà, le giornate ordinarie e gli insuccessi, creando una percezione spesso distorta della realtà.

Questo meccanismo alimenta il confronto sociale: più tempo trascorriamo online, più aumenta la probabilità di paragonare la nostra vita a quella degli altri, dimenticando che ciò che vediamo è soltanto una vetrina. Diversi studi hanno evidenziato come un uso intenso dei social possa essere associato a maggiori livelli di ansia, stress ed insoddisfazione, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.

Negli ultimi tempi, però, si sta facendo strada un concetto opposto: la JOMO (Joy of Missing Out), ovvero il piacere di non essere sempre presenti e di vivere un momento senza sentire il bisogno di condividerlo online. Un piccolo cambio di prospettiva che invita a riscoprire il valore di vivere delle esperienze piuttosto che mostrarle.

Forse, quindi, il vero problema non è perdere un evento, ma lasciare che siano i social a decidere quale vita valga la pena vivere, perché dietro ogni post perfetto, esiste una realtà molto più complessa di quella che appare sullo schermo.

A cura di Eleonora Sella

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