Acquistare un biglietto per un concerto è, ormai, un'impresa sempre più complessa: le vendite aprono in orari prestabiliti e, nel giro di pochi minuti o secondi, i posti risultano già esauriti. Alla base di questa dinamica c'è innanzitutto una domanda in forte crescita.
Dopo gli anni della pandemia, il pubblico ha riscoperto il valore dell'esperienza dal vivo, alimentando questo mercato, ma allo stesso tempo, gli artisti tendono a programmare tour con un numero limitato di date, aumentando la pressione al momento dell'apertura delle vendite.
Un altro fattore determinante è rappresentato dalle nuove tecnologie che velocizzano e semplificano gli acquisti per concerti, spettacoli teatrali o competizioni sportive grazie a piattaforme ben strutturate ed intuitive.
Tuttavia, questo sviluppo tecnologico ha generato anche la nascita dei cosiddetti bot, software automatizzati in grado di effettuare molteplici transazioni in poco tempo. Questi biglietti vengono poi rivenduti, su siti di reselling, social media o tra privati, a prezzi nettamente superiori a quelli ufficiali, alimentando il fenomeno del bagarinaggio digitale.
Le società di ticketing e gli organizzatori cercano di limitare il fenomeno con strumenti sempre più all’avanguardia: biglietti nominali, limiti al numero di acquisti per account, sistemi anti-bot e prevendite dedicate ai fan club.
La corsa al biglietto non è, quindi, soltanto il risultato del successo di un artista, ma il riflesso di un ecosistema complesso. La vera sfida per il futuro dello spettacolo sarà, quindi, quella di trovare un equilibrio tra le esigenze del mercato ed il diritto degli spettatori a vivere un’esperienza accessibile e trasparente.
A cura di Eleonora Sella