Se fino a un paio di stagioni fa il Como rappresentava la favola del calcio italiano, oggi quella definizione non basta più. I numeri del mercato raccontano una realtà completamente diversa: il club lariano sta investendo come una delle grandi del campionato, con l'obiettivo dichiarato di presentarsi all'esordio in Champions League con una rosa all'altezza della competizione.
L'arrivo ormai definito di Trevoh Chalobah rappresenta l'ennesimo segnale di una strategia precisa. L'operazione, che supera complessivamente i 30 milioni di euro tra parte fissa e bonus, porta in Italia un difensore cresciuto nel Chelsea e abituato a confrontarsi con il calcio europeo ai massimi livelli.
Con questo acquisto il Como supera abbondantemente i 130 milioni di euro investiti nella sessione estiva, confermandosi tra i club che hanno speso di più in Serie A. Davanti, almeno per il momento, resta soltanto la Juventus.
Guardando la lista degli acquisti si capisce subito come il Como abbia cambiato dimensione.
L'investimento più importante è stato quello per Nico Paz, diventato uno dei simboli del nuovo corso. Attorno a lui sono arrivati profili come Milla, Mattia Liberali e Kaiki, tutti inseriti in un progetto che punta a coniugare talento, prospettiva e qualità immediata.
Ora la difesa si arricchisce con Chalobah, mentre la dirigenza continua a lavorare anche sulla fascia destra per arrivare a Yan Couto, esterno del Borussia Dortmund che potrebbe approdare sul lago con la formula del prestito e diritto di riscatto.
E il mercato potrebbe non essere ancora finito. La priorità resta infatti quella di regalare a Fabregas un centravanti di alto livello, un attaccante capace di fare la differenza anche sul palcoscenico europeo.
Più dei nomi, colpisce la tipologia dei giocatori scelti.
Chalobah, ad esempio, non è soltanto un difensore centrale. Nel corso della sua carriera ha dimostrato di poter interpretare diversi ruoli: centrale in una linea a quattro, braccetto in una difesa a tre e, all'occorrenza, anche terzino destro.
È esattamente il genere di calciatore che piace a Cesc Fabregas, allenatore che basa il proprio calcio sulla capacità dei giocatori di adattarsi ai diversi momenti della gara. Una squadra fluida, capace di cambiare sistema senza ricorrere alle sostituzioni, è uno dei principi tattici che il tecnico spagnolo sta cercando di consolidare.
Non è un caso che molti degli acquisti dell'ultimo anno abbiano proprio questa caratteristica: qualità tecnica e duttilità.
C'è poi un altro elemento che emerge osservando il mercato del Como.
Non si cercano soltanto giovani di prospettiva, ma anche calciatori che abbiano già respirato il clima delle grandi competizioni europee.
Chalobah porta con sé diverse presenze in Champions League maturate con il Chelsea, un bagaglio che può rivelarsi prezioso per uno spogliatoio chiamato ad affrontare per la prima volta un torneo così prestigioso.
La sensazione è che la società abbia individuato un equilibrio preciso: investire sul futuro senza rinunciare a profili in grado di trasmettere personalità nei momenti più delicati della stagione.
Con investimenti di questa portata è inevitabile che il tema del Fair Play Finanziario entri nel dibattito.
La dirigenza, però, ha sempre ribadito di avere piena consapevolezza del percorso intrapreso e di considerare questi investimenti parte integrante di un progetto di crescita. La partecipazione alla Champions League rappresenta un passaggio storico e il club sembra disposto a sostenere costi importanti pur di presentarsi competitivo fin dal primo anno.
La convinzione è che rafforzare oggi la rosa significhi aumentare il valore del progetto anche nel medio-lungo periodo.
La domanda iniziale, a questo punto, trova quasi una risposta naturale.
Il Como non sembra avere come obiettivo quello di sorprendere ancora una volta. Le operazioni concluse e quelle in fase di definizione raccontano una società che vuole consolidarsi ai vertici del calcio italiano e costruire una dimensione europea stabile.
L'impressione è che il club stia seguendo un percorso simile a quello che, negli anni scorsi, ha permesso all'Atalanta di diventare una presenza fissa nelle competizioni UEFA. Con una differenza non trascurabile: la disponibilità economica della proprietà consente oggi margini di investimento ancora superiori.
Se anche dovesse arrivare un attaccante di primo piano per completare la rosa, il messaggio sarebbe definitivo. Il Como non vuole partecipare alla Champions League da comparsa. Vuole diventare una presenza costante tra le grandi del calcio italiano ed europeo.