04 Aug, 2026 - 07:46

L’inceneritore della discordia, il sindaco di Montale litiga con il suo partito

L’inceneritore della discordia, il sindaco di Montale litiga con il suo partito

L’ampliamento dell’inceneritore di Montale (Pistoia) fa litigare il sindaco Ferdinando Betti con il suo partito, il Pd, che esprime “disappunto” per la decisione del primo cittadino di pronunciarsi in modo netto e “non interlocutorio” a favore dello scenario che prevede un nuovo impianto con capacità di 100mila tonnellate.
“Il Pd di Montale critica le modalità e i tempi con cui lo scenario gestionale ottimizzato è stato portato in approvazione – dice la segreteria dell’Unione comunale del Pd montalese – vanificando e rendendo difficoltosa la realizzazione di un effettivo percorso di partecipazione. Al contempo, il nostro partito esprime il proprio disappunto sulla decisione assunta dal sindaco, che ha sostenuto in assemblea, suffragato da un atto di giunta, una posizione netta, manifestando un assenso allo scenario gestionale ottimale, omettendo una discussione approfondita in seno all’organo d’indirizzo politico a ciò deputato, ovvero al consiglio comunale, né un reale ascolto delle perplessità emerse nell’assemblea degli iscritti e simpatizzanti del 27 maggio 2026. È evidente che questo metodo non favorisce la partecipazione e la condivisione”.

Il primo cittadino lo vuole, il Pd chiede il referendum

Il Pd chiede anche al sindaco “se l’assemblea dell’Ato ha approvato quegli indirizzi espressi dalla delibera di giunta cui avrebbe dovuto essere subordinato l’eventuale preventivo assenso”. Il partito rileva inoltre che “visto l’esito del voto, la questione non pone problemi solo al Pd montalese, ma a tutte le forze progressiste che compongono le maggioranze nei comuni della Piana e in Regione”. Il Pd di Montale “critica il piano industriale che prevede una sola soluzione per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, consistente un impianto da 100mila tonnellate annue, per giunta sul sito di Montale, dove insiste l’impianto attuale che dovrà essere smantellato” e propone il referendum.
La lite è alle prime battute e non è la prima volta che su inceneritori discutono fino aal rischio di rottura i sindaci con i propri partiti.

 

 

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