L'estate del Napoli fatica a decollare. Mentre tutte le big si sono rinforzate con almeno un acquisto, il club di De Laurentiis è rimasto a guardare. Una situazione che sorprende, soprattutto se si considera la solidità economica della società e la sua disponibilità finanziaria.
In realtà, dietro questo apparente immobilismo non c'è una mancanza di soldi, ma una strategia precisa e alcuni vincoli che stanno rallentando le operazioni. Tra una rosa troppo numerosa, i limiti imposti dalle liste e la volontà di vendere prima di comprare, il mercato del Napoli è diventato un caso. La sensazione, però, è che le cose potrebbero cambiare a stretto giro.
Il Napoli è l'unica grande del campionato a non essere ancora intervenuta sul mercato. Un dato che fa ancora più rumore se confrontato con le mosse delle pretendenti allo scudetto. Inter, Juve, Milan e Roma hanno già portato a termine diverse operazioni, mentre gli azzurri sono rimasti fermi. In realtà, il club ha sostenuto una spesa importante per i riscatti di alcuni giocatori, investendo circa 67 milioni di euro.
Non si tratta quindi di un mercato completamente fermo, ma di una fase di stallo apparente. La spiegazione è da ricercare nelle parole di De Laurentiis durante la presentazione della nuova maglia. Il presidente è stato chiaro: prima bisogna vendere, poi si potrà comprare. Una linea che il Napoli sta seguendo con grande serietà e che oggi continua a condizionare ogni trattativa.
La strategia del Napoli ricorda quella resa famosa da Adriano Galliani ai tempi del Milan: "uno esce e uno entra". Un principio semplice, nato per tenere sotto controllo i costi e non appesantire una rosa già ricca di giocatori. Dopo la fine dei vari prestiti sono rientrati alla base diversi calciatori e c'è l'esigenza di alleggerire la rosa con operazioni mirate.
Da Lucca a Lang, passando per Folorunsho, Obaretin, Cajuste e Ngonge, molti giocatori sono tornati a disposizione, mentre le uscite finora sono state poche. Anche Massimiliano Allegri, nel giorno della sua presentazione, aveva spiegato di voler valutare attentamente la rosa prima di chiedere eventuali rinforzi. L'obiettivo del club, quindi, è prima snellire l'organico e poi intervenire con nuovi acquisti di qualità.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, il Napoli non è bloccato da problemi economici. Anzi, la società azzurra continua a essere una delle più solide del calcio italiano. Il club può contare su una posizione finanziaria netta positiva di circa 137 milioni, un patrimonio superiore ai 190 milioni e una liquidità che pochi altri club di Serie A possono vantare.
I debiti ci sono, ma sono legati in larga parte alle operazioni di mercato e non compromettono la stabilità della società. D'altronde la filosofia di De Laurentiis è sempre stata quella della sostenibilità e il presidente partenopeo non ha intenzione di cambiare direzione. Gli acquisti si faranno, ma prima il Napoli dovrà raggiungere un equilibrio imprescindibile.
L'altro grande limite riguarda il regolamento della Serie A: ogni società deve presentare una lista con 25 calciatori Over 22 e il Napoli ha già occupato tutti gli slot. Ciò significa che le cessioni diventano ancora più importanti per liberare spazio. Diverso il discorso per gli Under 23 o per i calciatori cresciuti nel settore giovanile del Napoli, che seguono regole differenti e possono ancora essere inseriti.
Ecco perché le prossime settimane saranno decisive soprattutto sul fronte delle uscite. Liberare posti in rosa consentirà al Napoli di intervenire sul mercato, abbassare il monte ingaggi e finanziare nuovi investimenti. Un risiko che rischia di avere un peso non indifferente sulle ambizioni del club in vista della prossima stagione.