"Di solito sono troppo timida per lasciare emergere quella parte di me. Questa volta, invece, non ho filtrato quello che sentivo come faccio normalmente."
Queste sono le parole di Ariana Grande per Apple Music, mentre parla del suo album appena uscito, "Petal", arrivato a due anni da "Eternal Sunshine" e in un momento in cui la popstar si sta rilanciando in pieno nel suo mondo più creativo, quello della musica, dopo i due anni di gloria in cui l'abbiamo associata a Glinda di "Wicked", il grande musical in cui ha brillato accanto alla collega Cynthia Erivo.
Adesso, come succede per tutte le popstar, si apre una nuova era di Ariana Grande. Con il suo nuovo disco vuole dirci che non intende reprimere più nulla e che preferisce lasciare alle spalle ogni voce, ogni energia negativa, ogni aspettativa e pressione a cui il mondo la sottopone da anni.
Ha dichiarato la cantante a Rolling Stone.
Lo fa con nuove vibes, esperimenti e un videoclip, quello che porta il nome dell'album, appunto, "Petal", che non potrebbe risultare più sfacciato, e anche crudo, nelle sue dichiarazioni visive e nel testo.
Lo vediamo qui di seguito:
L'artista ci racconta qualcosa di diverso, ci dice che è sempre in continua evoluzione, che ci saranno cadute, storie che si tramuteranno in disastri ma, lei e la sua musica, resteranno sempre, non moriranno mai.
Altro tema fondamentale dell'album sembrerebbe essere la rabbia, a partire dalle parole della stessa cantante: "Una rabbia senza filtri."
E ancora, su Rolling Stone si leggono le sue parole:
Insomma, rispetto all'album precedente, "Eternal Sunshine", è più cupo e spigoloso, la voce dell'artista è decisamente più schietta, ci presenta emozioni che parlano di controllo, instabilità e sicuramente mostra vene meno malinconiche, specialmente se guardiamo ai testi.
E come sono questi testi? Sono ciò che ci trasmettono la rabbia di cui tanto si è parlato, poiché, effettivamente, la voce eterea di Ariana difficilmente può esprimerla in modo lampante.
Qui lo fa con sottigliezza. Emblematici possono risultarci passaggi come “Sappi solo che mi allontanerò da te come fiori da una tomba”, frase incisiva di "Hate That I Hate You Love Me"; oppure “Non sono una vittima, stronza, sto praticamente annegando nelle mie benedizioni”; in risposta magari a tutti coloro che l'hanno criticata per l'aspetto o per gli atteggiamenti off screen, nell'era di Wicked (e queste parole vengono dal singolo "Petal").
Insomma, si potrebbe continuare ancora con “Buona fortuna nel tuo viaggio verso l'inferno”, nel brano "Oh Well".
I fan ritroveranno in questo disco qualcosa di familiare sì, ma anche no.
Il tratto dominante, infatti, è un pop notturno nuovo, mid-tempo ed elettronico: Rolling Stone lo definisce "moody midtempo electro-chill, brooding rather than banging", cioè uno stile decisamente cupo più che esplosivo, e tutti lo stanno attualmente paragonando al precedente album, ovvero "Eternal Sunshine", che, come abbiamo detto, è molto più ornato e cesellato, mentre qui il suono vola più a briglie sciolte, è più spontaneo.
E non è un caso che la critica faccia parallelismi con il progetto musicale del 2024 di Ariana. L'artista ha deciso, per questa uscita, di collaborare con lo stesso team e ciò rende un po' "Petal" una sorta di "parte due" di "Eternal Sunshine".
A lavorare con lei al progetto ci sono quindi anche (di nuovo) Ilya Salmanzadeh, che insieme all'artista produce e scrive l'album, e Max Martin, che è co-autore e produttore di tre brani del progetto.