Oggi si celebra il 46esimo anniversario della strage della stazione di Bologna. Una strage di matrice neofascista in cui persero la vita 85 persone e oltre 200 rimasero ferite.
Una ferita aperta nel cuore della nazione, come ha sottolineato questa mattina il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Quest'anno la ricorrenza arriva in un momento e in un contesto molto particolari per il Paese, in cui il tema della violenza politica è tornato al centro dello scontro sociale e politico quotidiano.
Gli scontri di Bologna e quelli in Val di Susa sono solo gli episodi più recenti. Negli ultimi mesi si è tornati a parlare di minaccia anarchica e si sono moltiplicati gli episodi di intimidazione, anche attraverso scritte contro esponenti politici.
In questo contesto, la memoria della strage si intreccia con il confronto politico di oggi e torna nelle dichiarazioni dei principali esponenti della maggioranza e dell'opposizione.
La strage della stazione di Bologna è stata ricordata da tutto il mondo politico.
Diversi i post social, soprattutto da parte dei membri del governo. Alla cerimonia di commemorazione nel capoluogo emiliano, l'esecutivo ha inviato il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni.
Negli ultimi tre anniversari (2023-2025) il Governo è stato rappresentato sempre da un ministro, nel 2023 e 2024 dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, mentre nel 2025 dalla ministra dell'Università e dell'Istruzione, Anna Maria Bernini, che fu anche vittima di contestazioni.
Un particolare che non è passato sottotraccia, La mancata presenza di un esponente di primo piano dell'esecutivo rappresenta una differenza rispetto agli anni precedenti e arriva – anche in scia delle contestazioni degli anni precedenti - in un momento in cui Bologna è tornata al centro del dibattito politico nazionale.
Il richiamo all'attualità emerge anche dalle dichiarazioni dei principali leader politici. Nel ricordare la strage, molti esponenti hanno utilizzato parole legate al tema della violenza politica e della difesa dei valori democratici, con accenti diversi a seconda degli schieramenti.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha scritto in un lungo post sul suo profilo X che “onorare caduti significa prendere posizione contro odio e violenza".
L’esplosione 46 anni fa a Bologna del micidiale ordigno che spezzò la vita di 85 persone e ne ferì più di 200 lasciò un segno indelebile nella coscienza civile del Paese. L’orologio della Stazione, fermo al minuto dell’attentato, racconta ancora oggi la disumanità del disegno… pic.twitter.com/qhVxldJ8pQ
— Matteo Piantedosi (@Piantedosim) August 2, 2026
Un messaggio condiviso anche dal vicepremier Antonio Tajani che ha dichiarato:
Molto più diretto il vicepremier, Matteo Salvini, che ha scritto sui suoi canali social:
L’esplosione 46 anni fa a Bologna del micidiale ordigno che spezzò la vita di 85 persone e ne ferì più di 200 lasciò un segno indelebile nella coscienza civile del Paese. L’orologio della Stazione, fermo al minuto dell’attentato, racconta ancora oggi la disumanità del disegno… pic.twitter.com/qhVxldJ8pQ
— Matteo Piantedosi (@Piantedosim) August 2, 2026
Dalla maggioranza arriva anche il richiamo di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, secondo cui ricordare la tragedia significa "ribadire con fermezza il rifiuto di ogni forma di terrorismo, di violenza politica e di odio".
Dal centrosinistra il richiamo è invece soprattutto alla difesa degli anticorpi democratici e alla memoria storica.
In una nota Enrico Borghi e Davide Faraone, vicepresidenti di Iv-Casa Riformista scrivono:
L'europarlamentare del Pd, Sandro Ruotolo scrive:
L'anniversario della strage di Bologna quest'anno ha assunto un significato particolare.
Resta immutato il valore della memoria di quanto accaduto il 2 agosto del 1980 alla stazione del capoluogo emiliano, resta immutato il dovere di ricordare le 85 vittime e la richiesta di continuare ad indagare per chiarire i tanti punti ancora oscuri.
Ad essere diverso è il contesto in cui la memoria viene richiamata. L'Italia sta vivendo una fase in cui il tema della violenza politica – anche organizzata – è tornato al centro del dibattito pubblico e in cui le parole eversione, violenza e difesa dei valori democratici sono tornate al centro del confronto.
Il ricordo è servito anche a questo: a ribadire le diverse posizioni tra maggioranza e opposizione.