In un’intervista esclusiva rilasciata alla Direttrice Tiziana Ciavardini per Speciale TG Nera, la celebre criminologa traccia un bilancio netto su delitti di cronaca nera, perizie scientifiche e le aggressioni sui social media.
In una straordinaria ed attesa intervista esclusiva rilasciata per lo Speciale TG Nera su Canale 122, condotto dalla Direttrice Tiziana Ciavardini, la Dott.ssa Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense tra le più note in Italia, traccia un bilancio lucido e privo di filtri che intreccia l'evoluzione della cronaca giudiziaria, l'analisi tecnica dei più complessi casi giudiziari e la fermezza della risposta legale contro l'odio e le persecuzioni social.
Partendo dalla trasformazione della criminologia da disciplina tecnica a colonna portante dei palinsesti e del talk show televisivo, la Dott.ssa Bruzzone sottolinea la delicatezza del confine tra divulgazione e spettacolarizzazione, ribadendo la necessità di mantenere il rigore scientifico al centro del dibattito mediatico. L'attenzione si sposta poi sui grandi gialli italiani che l'hanno vista impegnata in qualità di consulente tecnico di parte — dalle drammatiche vicende di Avetrana e della Strage di Erba fino al recente delitto di Pierina Paganelli — per poi soffermarsi con un'analisi perentoria sul caso di Garlasco.
Sollecitata dalla domanda secca della Direttrice Ciavardini circa la sussistenza dei presupposti per un'istanza di riapertura del processo, la criminologa esclude categoricamente ogni margine di revisione per la condanna di Alberto Stasi:
«L'elemento che condanna Stasi è l'assenza, a parte una serie di menzogne che racconta negli interrogatori, che lui rende sia inizialmente a sommarie informazioni che poi successivamente... Ma soprattutto la totale assenza del suo passaggio sulla scena al momento in cui lui sostiene di aver ritrovato il corpo della povera Chiara.
Quindi lo Stasi scopritore, secondo la sentenza che poi lo condannerà in via definitiva, non esiste. Il RIS di Cagliari, peraltro ha fatto un lavoro molto certosino, molto preciso, ma non è riuscito a trovare nessun elemento che potesse collocare Alberto Stasi sulla scena al momento della scoperta del corpo.
Fatalità cosa altro evidenzia però, sia quella consulenza ma anche quelle precedenti? Che il percorso che Stasi racconta di aver fatto nell'abitazione al momento della scoperta del corpo, fatalità coincide perfettamente col percorso dell'impronta a pallini, quindi quelle dell'assassino. Quindi obiettivamente, o è straordinariamente sfortunato, o quel giorno volava e il resto dei giorni ha smesso di farlo. Quindi obiettivamente io ad oggi non vedo nulla in grado di cambiare questo tipo di finale.»
Anche in merito alle recenti rilevazioni su Andrea Sempio, ai suoi scritti e alle sue conversazioni, la Bruzzone chiarisce come si tratti dell'espressione di un quadro personologico disfunzionale e angosciato dal vedersi bersaglio di accuse, ma privo di qualsiasi valenza confessoria o rilevanza penale in grado di scalzare le sentenze passate in giudicato.
L'intervista si conclude con una presa di posizione netta sul fenomeno dell'odio in rete, dei troll e delle campagne diffamatorie orchestrate sul web. La criminologa evidenzia come la gogna mediatica rappresenti una bolla ristretta e rumorosa, alimentata dall'invidia professionale e da patologiche frustrazioni, del tutto distante dal riscontro di stima che riceve quotidianamente dal pubblico reale. Rifiutando qualsiasi ruolo da vittima e ribadendo l'importanza di non subire mai passivamente la violenza verbale sui social, Roberta Bruzzone conferma di dire sempre quello che pensa e di aver già intrapreso e di continuare a perseguire decise azioni giudiziarie e querele contro i responsabili nelle sedi opportune.
L'intervista esclusiva a Roberta Bruzzone condotta da Tiziana Ciavardini per Speciale TG Nera è disponibile integralmente on-demand sulla piattaforma Cusano Media Play.