05 Aug, 2026 - 09:00

Pneumatici, un'auto su tre viaggia irregolare: i numeri dei controlli estivi

In collaborazione con
Matteo Di Felice
Pneumatici, un'auto su tre viaggia irregolare: i numeri dei controlli estivi

Su tre automobili fermate quest'estate dalla Polizia Stradale, una presentava irregolarità. Il 29,7% del campione, per la precisione, contando insieme i difetti agli pneumatici e la revisione non effettuata. Il dato arriva dalla ventiquattresima edizione di Vacanze Sicure, la campagna di controllo e sensibilizzazione che Assogomma porta avanti insieme alla Polizia di Stato, i cui risultati sono stati presentati a Roma.

Diecimila controlli in sette regioni italiane

I rilevamenti si sono svolti tra aprile e giugno del 2026 e hanno interessato oltre diecimila autovetture in trentatré province distribuite fra Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Sicilia e Trentino-Alto Adige con Belluno, un'area che vale all'incirca il 29% del parco circolante nazionale. Prima di scendere in strada, gli agenti impegnati nella rilevazione hanno seguito un percorso formativo curato dai tecnici dell'associazione. La verifica più immediata riguarda la profondità del battistrada, e proprio lì si concentra la non conformità più diffusa: il 10,63% delle vetture controllate viaggiava sotto il limite di legge di 1,6 millimetri, soglia oltre la quale il drenaggio dell'acqua peggiora sensibilmente e il rischio di aquaplaning cresce.

Il dato più inatteso: quattro auto su dieci con le invernali in piena estate

La sorpresa dell'edizione 2026 sta in una percentuale che con la sicurezza ha a che fare in modo meno ovvio. Il 42,73% delle vetture controllate montava ancora pneumatici di tipo invernale, marcati M+S, in piena stagione calda. È una cifra che fotografa un'abitudine ormai consolidata, quella di montare le invernali a novembre e non pensarci più fino all'inverno successivo.

Il punto è che la mescola invernale nasce per lavorare sotto i sette gradi, mentre su un asfalto che d'estate arriva a superare i cinquanta perde consistenza e si deforma. Ne derivano spazi di frenata più lunghi e un'usura che corre molto più in fretta del previsto, con l'esito paradossale che il cambio risparmiato a maggio si ripaga in anticipo di sostituzione l'anno dopo. Assogomma segnala inoltre che le temperature elevate dell'aria e del suolo, quando si sommano a un gonfiaggio trascurato, possono preparare il terreno a un cedimento strutturale della gomma.

Le irregolarità crescono con l'età del veicolo

Dai rilevamenti emerge una correlazione che si ripete di anno in anno: più il veicolo è anziano, più cresce la probabilità che qualcosa non sia in regola. Il che non stupisce, se si considera che su un'auto tenuta a lungo la manutenzione tende a diradarsi proprio nel momento in cui servirebbe più attenzione. Aumenta anche la quota di vetture che montano pneumatici di marche diverse sullo stesso asse, una condizione che altera il comportamento in frenata perché le due gomme rispondono in modo differente alla stessa sollecitazione.

Che cosa conviene verificare prima di partire

Le raccomandazioni di Assogomma e Polizia Stradale sono poche e ripetute da anni. La pressione va misurata rigorosamente a freddo e confrontata con i valori riportati sul manuale del veicolo. Il battistrada non deve scendere sotto il limite di legge. Il fianco va osservato per escludere tagli o rigonfiamenti provocati da buche e marciapiedi. Le quattro gomme, infine, devono risultare omogenee tra loro e conformi a quanto indica la carta di circolazione.

«Chi lascia le invernali tutto l'anno crede di aver risparmiato un cambio, ma su asfalto caldo la mescola si consuma più in fretta e la frenata si allunga. Il conto arriva lo stesso, soltanto più tardi», osserva Sergio Vitale, che dal 2009 guida Euroimport Pneumatici, azienda di Vinovo, nel Torinese, nata come rivendita di gomme online. «Il controllo dal gommista costa poco e si esaurisce in dieci minuti. Nella lista delle cose da fare prima di partire finisce quasi sempre in fondo».

Un raffronto storico aiuta a inquadrare la direzione del fenomeno. Presentando i risultati della campagna, il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti ha ricordato che dieci anni fa gli pneumatici lisci sulle strade italiane erano poco più di uno su cinquanta. Oggi sono più di uno su nove.

LEGGI ANCHE