27 Jul, 2026 - 15:52

Gli USA interrompono gli attacchi contro l'Iran: il prezzo del petrolio riflette la tregua di Washington

Gli USA interrompono gli attacchi contro l'Iran: il prezzo del petrolio riflette la tregua di Washington

La situazione nel Golfo Persico mostra i primi segnali di un possibile allentamento delle tensioni dopo settimane di scontri tra Stati Uniti e Iran. La sospensione dei raid americani e degli attacchi di rappresaglia iraniani coincide con una ripresa dei contatti diplomatici, mentre i mercati reagiscono con un forte calo del prezzo del petrolio. Resta però alta l'incertezza sull'evoluzione del conflitto e sulle prossime mosse delle principali potenze coinvolte.

Stati Uniti e Iran: sospesi gli attacchi per la terza notte consecutiva

Gli Stati Uniti hanno sospeso, per la terza notte consecutiva, il 26 luglio 2026 gli attacchi contro l'Iran.

Nel mese di luglio il mondo ha assistito ad una grave escalation tra Stati Uniti e Iran per tredici notti consecutive. La nuova ondata di tensioni era iniziata mentre le parti portavano avanti gli sforzi diplomatici, soprattutto dopo la firma del memorandum d'intesa. L'escalation tra le parti ha portato nuovamente alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran. Successivamente, l'amministrazione statunitense ha annunciato di aver imposto un blocco navale contro l'Iran.

Gli attacchi sono stati sospesi dopo che alti ufficiali militari hanno consigliato al presidente americano Donald Trump di interrompere i raid.

Secondo quanto riportato da Axios, il comandante militare statunitense di più alto grado in Medio Oriente, l'ammiraglio Brad Cooper, ha raccomandato di interrompere la campagna militare ritenendo che avesse raggiunto i limiti della sua efficacia. Viene inoltre riportato che Cooper avrebbe osservato che gli obiettivi individuati per la campagna di bombardamenti sarebbero stati ormai in larga parte esauriti.

Secondo Axios, il capo di stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, avrebbe avvertito Trump e il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, che una carenza di intercettori per la difesa aerea avrebbe potuto compromettere la capacità di proteggere le forze statunitensi e gli alleati regionali.

Riprendono i contatti diplomatici

Durante il programma Meet the Press della NBC, il 26 luglio, l'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Mike Waltz, ha affermato:

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Come abbiamo visto fin dall'inizio, il presidente sta dando spazio ai negoziati.

Waltz ha aggiunto che "i colloqui sono in corso".

Sul fronte opposto, l'Iran ha annunciato il 26 luglio la sospensione degli attacchi di rappresaglia contro diversi paesi del Medio Oriente e del Golfo.

I media hanno inoltre riportato che, sempre il 26 luglio, alti diplomatici iraniani e omaniti avrebbero tenuto negoziati sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Non è però chiaro se un'eventuale intesa tra le parti sarebbe accettabile per l'amministrazione Trump.

Questi sviluppi alimentano le speranze di una possibile de-escalation, anche se il quadro diplomatico resta ancora incerto.

Petrolio in calo

Nella mattina del 27 luglio, i prezzi del petrolio sono crollati del 6 per cento. Il greggio Brent, benchmark internazionale, è sceso sotto i 91 dollari al barile. Il calo è stato alimentato dalle aspettative che la sospensione degli attacchi statunitensi contro l'Iran possa favorire una de-escalation del conflitto. Mentre le prospettive di una pace restano incerte, negli ultimi mesi il conflitto ha provocato forti oscillazioni dei prezzi del petrolio.

Attesa per l'incontro tra Trump e Netanyahu

Si attende, inoltre, l'incontro tra Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, previsto alla Casa Bianca il 28 luglio. Mentre la guerra contro l'Iran resta al centro dell'attenzione, la situazione in Libano continua a destare preoccupazione. Dopo i primi attacchi israelo-americani contro l'Iran, Hezbollah ha lanciato una serie di attacchi contro Israele. L'escalation è iniziata all'inizio di marzo e ha portato alla risposta israeliana con raid aerei e, successivamente, con operazioni terrestri nel sud del Libano. Almeno 4.330 persone hanno perso la vita dall'inizio della nuova ondata di ostilità. Oltre 1 milione di persone sono state sfollate in Libano.

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