27 Jul, 2026 - 13:05

La benzina è già salita: il prossimo aumento potrebbe arrivare nei supermercati. Ecco quando

La benzina è già salita: il prossimo aumento potrebbe arrivare nei supermercati. Ecco quando

Il governo è al lavoro per individuare nuove misure per ridurre il costo di benzina e gasolio con l’obiettivo di riportare i prezzi alla pompa sotto i due euro al litro. Il timore, tuttavia, è che i correttivi arrivino quando ormai sarà già tardi per evitare che gli effetti dei rincari delle ultime settimane si ripercuotano sul costo dei beni di consumo. 

La domanda che in queste ore interessa milioni di consumatori italiani, infatti, è questa: quando si vedranno gli effetti del caro benzina sul carrello della spesa?

Non domani. Lo diciamo subito. Se il caro carburanti dovesse protrarsi anche nelle prossime settimane, i primi aumenti potrebbero cominciare a vedersi già tra agosto e settembre soprattutto per le filiere più esposte come prodotti freschi e trasporti. 

Prima di arrivare sugli scaffali, infatti, i rincari passano attraverso una lunga filiera fatta di trasportatori, produttori e distributori. 

Quanto stanno aumentando benzina e gasolio

Vediamo un po' di dati aggiornati sulla situazione dei rincari alla pompa lungo la rete stradale e autostradale italiana. 

Secondo i dati diffusi oggi – lunedì 27 luglio 2026 – dal Ministero dell’Industria e del Made in Italy (Mimit), i prezzi medi dei carburanti in modalità self hanno toccato i 2,161 euro al litro per il gasolio e l’1,968 per la benzina.

In base ai dati elaborati da Quotidiano Energia, si tratta del prezzo più alto (per il diesel) dal marzo 2022. 

Le associazioni dei consumatori sono concordi nel ritenere che da inizio luglio (dopo lo stop del taglio delle accise il 3 luglio) un pieno di gasolio costa in media 14 euro in più, mentre uno di benzina oltre 8 euro. 

Nelle ultime ore il Codacons ha diffuso i dati aggiornati sugli aumenti dei carburanti a partire dal 3 luglio. Dai calcoli dell’associazione il prezzo medio del gasolio è salito di 30,3 centesimi di euro sulla rete ordinaria, con una impennata del +16%, e di 28,7 centesimi in autostrada, mentre la benzina è rincarata di 17,9 centesimi.

Una situazione esplosiva che ha spinto il governo a riaprire con urgenza il dossier carburanti al fine di individuare misure volte a calmierare i prezzi alla pompa in vista del grande esodo estivo di agosto. 

Dal distributore allo scaffale: come il caro carburanti arriva alla spesa

Il governo può agire per contenere il costo di diesel e benzina alla pompa per le prossime settimane, ma potrebbe essere già in ritardo per evitare che i rincari dell’ultimo mese si trasferiscano a cascata sul carrello della spesa e sul costo dei servizi al consumatore. 

Il motivo? Nel frattempo molte imprese potrebbero aver già sostenuto costi di trasporto e produzione più elevati. 

Le filiere agricole, ad esempio, stanno già segnalando i primi effetti concreti. Confagricoltura, evidenziato l'impatto dei rincari energetici e del gasolio agricolo sui costi delle imprese. Aumenti che si sono tradotti in un aumento dei costi di produzione tra il 30 e il 40%.

La questione, a questo punto, diventa capire se, quando e in quale misura gli aumenti dei carburanti si trasferiranno sui consumatori.

Quanto del rincaro dei carburanti arriva davvero ai consumatori?

Per misurare il fenomeno, Consumerismo ha appena lanciato un nuovo indicatore, “Borsa Beni e Carburanti”, con lo scopo di capire in che misura i rincari di benzina e gasolio si trasferiscono sui prezzi finali dei prodotti, causandone l’aumento. 

Il rapporto fortunatamente non è speculare, ma parziale e il “Pass-Through Ratio”, ovvero, il trasferimento del rincaro sul consumatore finale, è stimato tra lo 0,21 e lo 0,29. 

I primi dati sugli effetti dei rincari attuali saranno disponibili a settembre, ma sul sito di Consumerismo sono già disponibili le prime previsioni. 

Quali prezzi aumenteranno per primi?

In relazione ai tempi, va sottolineato che i rincari, comunque, non saranno immediati ma dipenderanno dal tipo di prodotto. Solitamente gli effetti iniziano a vedersi tra le 2 e le 8 settimane, mentre il pieno trasferimento dei costi può richiedere anche diversi mesi.

I prodotti che rischiano di aumentare per primi sono i servizi di spedizione e corrieri che aggiornano rapidamente i listini. Per i prodotti freschi e deperibili (ortofrutta, carne, latticini) – dove il trasporto è una componente rilevante del costo finale – i rincari solitamente si registrano nel giro di alcune settimane. Mentre per gli alimenti confezionati e i beni industriali i tempi sono più lunghi poiché intervengono contratti di fornitura, scorte e negoziazioni. 

Le nuove misure del Governo basteranno a fermare gli aumenti?

Il governo ha annunciato l’adozione di misure per contenere il costo dei carburanti, nel tentativo di riportare i prezzi di benzina e gasolio sotto la soglia dei due euro al litro.

Anche se gli interventi dovessero entrare in vigore rapidamente, però, potrebbero non bastare a evitare un aumento dei prezzi di alcuni beni di consumo perché le imprese potrebbero aver già sostenuto costi di trasporto più elevati nelle settimane precedenti. 

Se questi rincari sono già stati incorporati nei prezzi di acquisto delle materie prime o nei contratti di fornitura, un successivo calo dei carburanti potrà attenuare gli aumenti futuri, ma difficilmente annullerà quelli già maturati lungo la filiera.

La risposta alla domanda iniziale, quindi, è questa: il caro carburanti non arriverà immediatamente sul carrello della spesa, ma se la fase di prezzi elevati dovesse proseguire, i primi effetti potrebbero diventare visibili già tra agosto e settembre, soprattutto sui prodotti più sensibili ai costi di trasporto. 

 

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