Andrea Pirlo non sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. La conferma è arrivata direttamente dall’ex centrocampista, che stamattina ha pubblicato una storia su Instagram per mettere fine alle speculazioni. “Ieri sera ho appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana”, ha scritto l’attuale allenatore dello United FC di Dubai.
Una decisione che arriva al termine di giorni turbolenti. L'arrivo di Pirlo in Nazionale sembrava cosa fatta ma le polemiche legate alla collaborazione con Fonbet, società russa di scommesse sportive, hanno fatto saltare il banco. Una vicenda che, nel giro di poche ore, è diventata un vero e proprio caso politico.
Domenica sera Pirlo aveva provato a chiarire la sua posizione con un lungo messaggio pubblicato sui social. L’ex regista aveva spiegato che il rapporto con Fonbet è esclusivamente commerciale e sportivo, sottolineando di aver sempre rispettato le leggi dei Paesi in cui ha lavorato. Poi l’epilogo, con l’annuncio che ha chiuso la corsa alla panchina azzurra una volta per tutte.
Il nodo principale è il contratto che lega Pirlo a Fonbet, il principale bookmaker russo, di cui è global ambassador dall’ottobre 2025. Tra i principali azionisti della società c’è Sergey Lomakin, imprenditore e proprietario dello United FC, il club degli Emirati Arabi Uniti allenato proprio dall’ex tecnico della Sampdoria.
La situazione si è complicata dopo la partecipazione di Pirlo, insieme a Marco Materazzi, a un evento organizzato da Fonbet a Mosca lo scorso maggio. La presenza dei due ex campioni del mondo ha riacceso le polemiche, considerando il conflitto ancora in corso tra Russia e Ucraina.
Le critiche non sono arrivate solo dal mondo del calcio. Diversi esponenti politici hanno espresso la loro contrarietà alla possibile nomina di Pirlo. Tra questi Mauro Berruto del Partito Democratico, Carlo Calenda e la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che hanno ritenuto incompatibile quel rapporto commerciale con il ruolo di ct della Nazionale.
Nel suo messaggio, Pirlo ha respinto ogni accostamento politico. L'ex Juve ha spiegato che associare alla partnership un significato politico significa attribuirgli idee che non gli appartengono. Una presa di posizione che, però, non è bastata a spegnere le polemiche.
Nel suo sfogo social, Pirlo ha voluto anche ringraziare Paolo Maldini e Leonardo. I due dirigenti erano stati i principali sostenitori della sua candidatura e avevano spinto per affidargli la guida della Nazionale.
Il mancato arrivo dell’ex Milan potrebbe avere conseguenze anche a livello dirigenziale. Secondo il Corriere della Sera, Maldini e Leonardo starebbero valutando le dimissioni nel caso in cui la FIGC decidesse di puntare su un altro allenatore.
In caso di rottura, prenderebbero quota nuove soluzioni. Giorgio Chiellini potrebbe ricoprire il ruolo di direttore tecnico, mentre Claudio Ranieri sarebbe pronto ad affiancarlo in dirigenza. Al momento, però, si tratta solo di ipotesi.
Con Pirlo ormai fuori dai giochi, la FIGC dovrá accelerare la scelta del nuovo ct: in pole position ci sono Roberto Mancini e Antonio Conte. Mancini resta un profilo molto apprezzato. L’ex ct, campione d’Europa nel 2021, sarebbe disposto a tornare sulla panchina azzurra e non ha avanzato richieste economiche particolarmente elevate. A suo favore pesa anche l’ottimo rapporto con il presidente Giovanni Malagò.
Più complessa, invece, la pista che porta ad Antonio Conte. L'ex tecnico del Napoli non é mai stato contattato direttamente e il suo ingaggio resta decisamente più oneroso. La scadenza è fissata al 31 luglio: entro quella data la FIGC dovrà sciogliere ogni dubbio e scegliere il nuovo ct. Dopo il caso Pirlo, l’obiettivo è chiudere la vicenda scegliendo il bene della nazionale ed evitando altre brutte figure.