23 Jul, 2026 - 16:18

Accordo nucleare Usa-Arabia Saudita: cosa prevede l'intesa e perché solleva timori

Accordo nucleare Usa-Arabia Saudita: cosa prevede l'intesa e perché solleva timori

L’accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Arabia Saudita segna un nuovo capitolo nella geopolitica del Medio Oriente.  L’intesa, che dovrà essere esaminata dal Congresso Usa, alimenta però forti discussioni sul fronte della non proliferazione, in particolare per la possibilità di futuri sviluppi sull’arricchimento dell’uranio.

Accordo nucleare tra Stati Uniti e Arabia Saudita: cosa prevede l'intesa

Gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita hanno raggiunto, il 22 luglio 2026, un accordo sul nucleare. Si tratta di un'intesa storica.

Il segretario dell'Energia americano e il suo omologo saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, hanno firmato un "accordo di cooperazione nucleare pacifica" e un "accordo bilaterale di salvaguardia".

"Vi assicuriamo che questi accordi rispettano i più elevati standard di sicurezza nucleare e non proliferazione, avvalendosi al contempo delle migliori tecnologie e dei migliori scienziati nucleari al mondo, sviluppati proprio qui negli Stati Uniti. Grazie al Presidente Trump, la rinascita nucleare americana è in corso e porterà benefici a lungo termine ai popoli americano e saudita", ha affermato Wright.

L'accordo dovrà essere approvato dal Congresso americano. Durante l'esame potrebbe incontrare resistenze da parte dei legislatori, preoccupati che i controlli previsti non siano sufficienti a limitare la capacità dell'Arabia Saudita di arricchire l'uranio.

Gli oppositori potrebbero superare un eventuale veto del presidente ma solo raggiungendo una maggioranza dei due terzi in Congresso.

L'arricchimento dell'uranio

Sebbene i dettagli dell'accordo rimangano ancora poco chiari, l'intesa trentennale è stata concepita per soddisfare il fabbisogno energetico dell'Arabia Saudita.

Grazie all'accordo, le aziende americane saranno tra i principali protagonisti della costruzione e della gestione delle infrastrutture saudite previste dal programma nucleare civile. L'Arabia Saudita non possiede ancora centrali nucleari. I media americani riportano che l'accordo è stato negoziato nel rispetto di una legge statunitense che disciplina l'esportazione di tecnologia nucleare americana, imponendo parallelamente garanzie contro la proliferazione delle armi nucleari.

L’accordo segna un passaggio importante nei rapporti tra Washington e Riad ma lascia aperti i nodi più sensibili. L'accordo non prevederebbe il cosiddetto "gold standard", che impedirebbe all'Arabia Saudita di arricchire l'uranio e di trattare il combustibile nucleare esaurito. L'intesa non includerebbe inoltre un "protocollo aggiuntivo" che garantirebbe una supervisione internazionale più ampia.

L'intesa potrebbe lasciare aperta la possibilità di futuri sviluppi sull’arricchimento dell'uranio in Arabia Saudita. La possibilità di un impianto di arricchimento lascia quindi aperto un capitolo particolarmente delicato, sia dal punto di vista energetico sia da quello strategico.

Perché l'accordo nucleare è strategico per Washington

Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato in un post su Truth Social del 23 luglio che un programma nucleare civile in Arabia Saudita richiederà al regno di normalizzare le relazioni con Israele.

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L'accordo sul nucleare civile (senza arricchimento del materiale!) stipulato tra il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, che riguarda esclusivamente usi non militari come quelli già praticati da Iran, Emirati Arabi Uniti e altri paesi, sarà approvato, ma è totalmente subordinato all'adesione dell'Arabia Saudita ai prestigiosi e collaudati Accordi di Abramo. Gli Stati Uniti non sono contrari agli impianti nucleari civili (non arricchiti).

Da un certo punto di vista, l'intesa ha per gli Stati Uniti un valore strategico. L'idea di fondo è che Washington voglia restare il partner di riferimento di Riad nel settore delle alte tecnologie, evitando che i sauditi si rivolgano a fornitori rivali come Cina o Russia per la costruzione di reattori e infrastrutture nucleari.

In questo senso, l'accordo non riguarda soltanto l'energia ma anche la volontà degli Stati Uniti di mantenere l'Arabia Saudita all'interno della propria sfera commerciale e tecnologica.

Per diversi analisti, l'accordo potrebbe tuttavia scatenare una nuova ondata di instabilità in una regione già segnata da profonde tensioni.

Soprattutto, la tempistica dell'intesa assume un significato particolare mentre prosegue il conflitto tra Stati Uniti e Iran. Tra gli obiettivi del conflitto vi è anche quello di impedire a Teheran di arricchire l'uranio sul proprio territorio e di limitarne la capacità di sviluppare un'arma nucleare. Negli ultimi mesi, il programma nucleare iraniano è tornato al centro dell'attenzione internazionale. Teheran, tuttavia, ha più volte smentito l'intenzione di sviluppare un'arma atomica.

I timori sulla proliferazione nucleare in Medio Oriente

Un accordo sul nucleare civile con l'Arabia Saudita è in fase di elaborazione da anni, sia durante il primo mandato di Donald Trump sia durante quello dell'ex presidente Joe Biden.

Le preoccupazioni si concentrano soprattutto sulle possibili implicazioni per la proliferazione nucleare.

È importante ricordare che, come tutti i paesi firmatari del Trattato di non proliferazione nucleare, l'Arabia Saudita si è impegnata a non sviluppare una bomba atomica e ha accettato le ispezioni internazionali previste dagli accordi di controllo nucleare.

Per ora, l’accordo rafforza il legame tra Stati Uniti e Arabia Saudita, ma apre anche una partita delicatissima sul futuro del nucleare saudita e sugli equilibri del Medio Oriente.

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