Le nuove indagini sul delitto di Garlasco sono entrate nella loro fase finale. Dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini ad Andrea Sempio, attuale indagato - cui è seguita la richiesta della Procura di accertamenti tecnici suppletivi, ancora in corso - il quadro investigativo si è fatto più definito. Toccherà al giudice dell'udienza preliminare e, successivamente, all'eventuale processo stabilire il valore degli elementi raccolti. A Tag24 abbiamo fatto il punto con Laura Marinaro, giornalista del settimanale "Giallo", che segue da vicino l'inchiesta.
Nell'avviso di conclusione delle indagini notificatogli lo scorso 7 maggio, Andrea Sempio compare come unico indagato per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi. Un'ipotesi accusatoria ormai definita, con la quale, secondo Marinaro, "si andrà quasi certamente alla richiesta di rinvio a giudizio".
Altra certezza "è l'uscita dall'indagine, che era partita con un concorso, di Alberto Stasi", sottolinea la giornalista. "Dalla memoria Civardi, che è stata portata alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, comprendiamo anche a quali punti la difesa potrà appigliarsi per un'eventuale richiesta di revisione processuale".
Due, dunque, i percorsi possibili e paralleli. A cui si aggiunge l'ultimo filone dell'indagine per false informazioni ai pm che vede indagato l'ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Vigevano Gennaro Cassese, chiamato a rispondere "dei suoi non ricordo in merito alla prima inchiesta".
Il termine per le indagini preliminari riguardanti il filone principale, quello dell'omicidio, è fissato al 28 settembre. Si attendono gli esiti degli accertamenti suppletivi disposti dalla Procura sulle consulenze difensive e sullo stato psichico di Sempio, che il professor Roberto Catanesi, luminare del settore, dovrà valutare a partire dalle interviste che ha rilasciato e dai suoi scritti, senza quindi visitarlo direttamente.
L'obiettivo è accertare se presenti disturbi in grado di incidere sulla sua capacità di intendere e di volere e sulla sua imputabilità, e se sia socialmente pericoloso. "Per quanto riguarda le consulenze, è al vaglio la scientificità", spiega Marinaro. Dal punto di vista psichiatrico, invece, "si andrà a suggellare ciò che è stato detto dal Racis, che aveva prodotto una consulenza a fini orientativi", non utilizzabile in un processo.
"Secondo me conta tantissimo tutto quello che non sappiamo della vita di Sempio, ciò che è stato bruciato, come ha detto più volte lui. Quando i carabinieri hanno fatto le loro perquisizioni, non hanno trovato tracce della sua vita passata, dal 2007 fino a circa il 2015-2016, anno della prima inchiesta a suo carico", afferma ancora la giornalista.
Importante sarà chiarire anche il filone bresciano sulla presunta corruzione in atti giudiziari, collegata proprio all'archiviazione della posizione di Sempio nel marzo 2017. A inizio giugno, i carabinieri e la Guardia di finanza hanno depositato un'informativa congiunta in cui sostengono che non ci sarebbero elementi a sostegno dell'ipotesi accusatoria nei confronti dell'ex pm di Pavia Mario Venditti.
"Se la sua posizione verrà archiviata - precisa Marinaro - il fascicolo potrebbe passare a Napoleone, andando ad arricchire l'indagine madre. Del resto risulta ancora indagato lo stesso padre di Andrea Sempio, Giuseppe". E restano da verificare le posizioni di ufficiali di polizia e avvocati potenzialmente coinvolti. "Entrambe le procure - quella di Pavia e quella di Brescia - lavorano con il massimo riserbo: trapela pochissimo".
Eppure, conclude Marinaro, quanto emerso finora "offre un quadro molto più ampio dell'indagine del 2007", nonostante il tempo trascorso, i dati cancellati, i reperti e le testimonianze che non potranno essere recuperati. "Le zone d'ombra rimarranno", osserva la giornalista. "Ma secondo me arriveremo a una rilettura del delitto e, probabilmente, a una revisione della condanna di Stasi".
L'intervista completa è sul canale Youtube di Tag24.