Gli imbarazzi (mal nascosti) per il sindaco di Bologna che ha organizzato una manifestazione prima che la sua città venisse messa a ferro e fuoco dagli antagonisti non bastavano. Oggi, un nuovo guaio si è abbattuto sul centrosinistra.
L'Adnkronos ha dato la notizia secondo la quale Ilaria Salis, già a marzo scorso, è stata condannata per aver licenziato due suoi collaboratori "senza giusta causa".
Proprio così: la paladina degli ultimi e dei senza casa, ora, si ritrova a fronteggiare una situazione imbarazzante per lei e per chi - nello specifico Avs - nel 2024, decise di candidarla all'europarlamento.
Paradossalmente, al cuore della questione che ha portato alla condanna di Ilaria Salis c'è un problema molto caro all'europarlamentare della sinistra radicale: quello della casa.
L’assenza di una residenza, infatti, ora le costa una multa di oltre 300mila euro.
A stabilirlo, già lo scorso marzo, è stato il giudice Franco Caroleo della sezione Lavoro del Tribunale di Milano con una sentenza che ha accolto le richieste di due ex collaboratori che hanno cercato invano di notificare il ricorso introduttivo del giudizio all’indirizzo ufficiale di residenza.
I due ex collaboratori erano stati licenziati nel febbraio 2025 senza preavviso. I loro contratti, entrambi con scadenza a fine del mandato parlamentare (16 luglio 2029), avevano sostanzialmente la stessa retribuzione (2.900 e 3.000 euro al mese) e mansioni simili: lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, la progettazione e gestione di campagne e eventi in Italia e all’estero, l’assistenza per i contatti con le autorità e la consulenza di tipo politico in ambito strategico e tattico.
Fatto sta che l'idillio è durato poco.
Prima un assistente ha ricevuto dalla Salis un recesso anticipato per il "venir meno del rapporto fiduciario" che aveva trasformato la collaborazione in una "situazione di incompatibilità ambientale e personale". Poi, al collega è stato revocato l’incarico con effetto immediato "tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione".
Una frattura insanabile - come scrive l'Adnkronos - di fronte alla quale Ilaria Salis non avrebbe tentato nessun tipo di accordo, ma che l'ha vista poi sconfitta davanti al giudice.
La sentenza in base alla quale l'Adnkronos ha dato la notizia della condanna di Ilaria Salis è dello scorso marzo.
Nella pronuncia, si sottolinea che "spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa", ma "nel rimanere contumace" Salis "non ha evidentemente assolto al proprio onere" e "deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati".
Il risultato è un risarcimento del danno stabilito complessivamente in 300.900 euro, per i mancati guadagni dei due collaboratori fino a fine mandato a cui si aggiungono altri 10 mila per le spese legali.
In serata, mentre il centrodestra si è scatenato accusandola di poca coerenza, Ilaria Salis ha commentato la condanna con queste parole:
Ma perché Salis ha licenziato i suoi due collaboratori?
ha spiegato l'europarlamentare all'Adnkronos.