20 Jul, 2026 - 15:55

Morte Abderrahim Fakir a Bologna, applicato lo "scudo penale" per gli agenti: cos'è il modello 45-bis

Morte Abderrahim Fakir a Bologna, applicato lo "scudo penale" per gli agenti: cos'è il modello 45-bis

La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta ieri 19 luglio 2026 in via Svevo nel quartiere Pilastro di Bologna, durante un intervento di polizia, sta alimentando lo scontro politico e scuotendo l'opinione pubblica. Per fare chiarezza sul decesso del 42enne di origine marocchina, la Procura ha fatto sapere che, "all'esito dell'esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia", ha iscritto sei persone nell'apposito registro modello "45-bis".

È scattato il cosiddetto "scudo penale" nei confronti "di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento".

Al momento, quindi, non ci sono indagati, ma è stata applicata la nuova norma sul registro per le annotazioni preliminari, in cui vengono iscritti i nomi di soggetti ai quali vengono attribuiti reati commessi in presenza di una possibile causa di giustificazione.

Morte di Abderrahim Fakir a Bologna: cos'è il modello 45-bis e come funziona lo "scudo penale"

Il registro 45-bis è uno strumento introdotto dal "decreto sicurezza", utilizzato dal pm in tutti quei casi in cui un reato potrebbe essere stato commesso con una giustificazione: ad esempio la legittima difesa, l’esercizio del diritto o l’adempimento del dovere, l'uso legittimo delle armi, lo stato di necessità. In questo modo la persona o le persone coinvolte non finiscono sul registro degli indagati, ma l'autorità giudiziaria può comunque svolgere accertamenti.

Sono sei le persone iscritte a Modello 45 bis per il decesso di Abderrahim Fakir: due poliziotti del commissariato Bolognina Pontevecchio e quattro sanitari. Il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Bologna con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.

Le indagini saranno svolte dalla polizia. A quanto si apprende, tra oggi e domani dovrebbe essere affidato l'incarico per l'autopsia, che dovrebbe essere eseguita da un collegio di medici. Sarà necessario stabilire non solo le cause della morte, ma anche se l'uomo fosse sotto effetto di alcol o sostanze.

La procura: "Ecco come svolgeremo gli accertamenti"

“Gli accertamenti terranno conto dell'intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest'ufficio) e dell'intervento degli operatori sia delle forze dell'ordine sia del personale sanitario", si legge in una nota firmata dal procuratore di Bologna, Paolo Guido. 

La Procura, che nel frattempo ha acquisito i filmati delle bodycam dei poliziotti e il video registrato e diffuso dai familiari della vittima, ha inoltre sottolineato che verranno svolte "tutte le necessarie indagini" con le garanzie di legge, compresi gli accertamenti medico-legali. L'obiettivo è di ricostruire i fatti in modo esaustivo e in tempi rapidi.

Secondo le prime verifiche, quando i poliziotti hanno chiesto aiuto al 118, avrebbero segnalato un uomo alle prese con una "crisi psichiatrica". 

Lo scontro politico e il presidio a Bologna

Mentre il decesso del 42enne infiamma lo scontro politico, con Pd e M5S che hanno chiesto una informativa urgente al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, il comune di Bologna ha fatto sapere che il presidio in programma in piazza Nettuno  per oggi, 20 luglio, "sarà un momento di raccoglimento e partecipazione, senza interventi politici e senza un palco".

L'appello del sindaco della città, Matteo Lepore, era arrivato già nella serata di ieri, dopo la morte di Abderrahim Fakir.  “Bologna resterà unita e affronterà questa tragedia da città democratica che crede nello Stato di diritto e nelle istituzioni. È così che in altre occasioni abbiamo ottenuto verità e giustizia anche quando le nostre ferite erano molto profonde” ha dichiarato il primo cittadino.

Amnesty international: "Immagini agghiaccianti"

"Le immagini del fermo con esiti mortali di Abderrahim Fakir sono agghiaccianti e fanno tornare alla memoria altre manovre di immobilizzazione come quelle che costarono la vita a Riccardo Magherini nel 2014 e ad Andrea Soldi nel 2015: manovre che dovrebbero essere assolutamente evitate" si legge in una nota di Amnesty International Italia.

L'organizzazione ha inoltre evidenziato come il filmato che circola in rete mostri "una terza persona non in divisa collaborare coi due agenti di polizia alla manovra d'immobilizzazione, mentre gli operatori sanitari presenti non intervengono e lo fanno con circospezione persino quando Abderrahim Fakir è esanime".

La nota si conclude con l'auspicio che siano adottate "tutte le iniziative per chiarire le circostanze di questo ennesimo caso di fermo mortale".

Intanto, all'esterno del palazzo in cui il 42enne è morto, è comparso lo striscione "Verità e giustizia per Fakir. Lo Stato uccide".

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