20 Jul, 2026 - 12:30

Romero lo ignora, poi la foto con la Spagna: il caso Trump alla premiazione dei Mondiali

Romero lo ignora, poi la foto con la Spagna: il caso Trump alla premiazione dei Mondiali

La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. Sedici anni dopo il trionfo del 2010, la nazionale di Luis de la Fuente ha battuto 1-0 l’Argentina ai tempi supplementari nella finale del MetLife Stadium di New York, al termine di una partita dominata per lunghi tratti e decisa dal gol di Ferran Torres. Al triplice fischio è esplosa la festa dei tifosi spagnoli, con Rodri e compagni protagonisti di una notte storica.

L’attenzione, però, si è spostata rapidamente dalla gioia della Roja alla cerimonia di premiazione, dove il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è preso la scena tra gesti controversi, momenti imbarazzanti e polemiche destinate a far discutere. Uno show degno di uno dei Mondiali più chiacchierati della storia.

Romero ignora Trump e accende il caso

L'episodio più discusso è arrivato durante la consegna delle medaglie all’Argentina. Cristian Romero ha ricevuto il riconoscimento dal presidente della FIFA Infantino e ha proseguito lungo la fila delle autorità senza stringere la mano a Donald Trump, rimasto con la mano tesa. Le immagini hanno fatto rapidamente il giro dei social e molti hanno interpretato il gesto come una scelta volontaria del difensore del Tottenham.

Poco dopo, anche Lisandro Martínez ha tolto il saluto al presidente americano. Trump non ha dato l’impressione di accorgersi dell’accaduto e si è rivolto al giocatore successivo facendo finta di nulla. Durante la cerimonia si è parlato anche di un altro momento curioso: Lamine Yamal, passando davanti alle autorità, è sembrato inizialmente ritrarre la mano per poi completare comunque il saluto. Un sentimento comune che arriva al termine di un torneo controverso, in cui Trump ha giocato un ruolo chiave.

La foto della discordia

A far discutere è stata soprattutto la presenza di Trump durante la celebrazione finale della Spagna. Dopo aver consegnato le medaglie insieme a Infantino, il presidente degli Stati Uniti è rimasto sul palco mentre Rodri prendeva in mano la Coppa del Mondo per il tradizionale sollevamento davanti ai fotografi. Trump si è posizionato accanto ai giocatori, sorridendo e accennando persino un passo della celebre “Trump dance”. Nessun calciatore, però, lo ha imitato.

Infantino, visibilmente in imbarazzo, gli ha chiesto di spostarsi per lasciare spazio alla squadra campione del mondo, ma il presidente americano è rimasto ancora per alcuni secondi nell’inquadratura ufficiale. Alla fine è stato lo stesso Rodri ad accompagnarlo lateralmente, permettendo alla Spagna di scattare la foto celebrativa con la coppa. La scena ha ricordato quanto accaduto nel 2025 al Mondiale per Club, quando Trump era rimasto in mezzo ai giocatori del Chelsea durante la festa per il titolo.

Fischi e tensione al MetLife

La serata del tycoon è stata tutt'altro che banale. Ogni volta che le telecamere dello stadio lo inquadravano, dagli spalti del MetLife partivano i fischi indirizzati a lui e al presidente della FIFA Infantino. D'altronde i tifosi non hanno mai visto di buon occhio il legame tra i due, che ha causato disparità di trattamenti ed episodi al limite del ridicolo. I Mondiali non sono mai stati così legati alla politica e, a giudicare dai risultati, questo non è certo stato un bene. 

Il torneo delle polemiche

L’episodio della premiazione ha chiuso un Mondiale accompagnato da continue polemiche. Il caso più discusso resta quello di Folarin Balogun, l’attaccante degli Stati Uniti inizialmente squalificato e poi rimesso a disposizione della nazionale dopo un intervento che, secondo diverse ricostruzioni, sarebbe stato dettato da pressioni politiche. Lo stesso Trump, parlando alla Trump Tower accanto a Infantino, ha scherzato sulla vicenda raccontando di aver chiamato il presidente della FIFA per “fare una raccomandazione”.

Una battuta che ha riacceso le critiche sul trattamento di favore nei confronti della squadra di casa. Nel corso delle settimane non sono mancati altri temi bollenti: dai prezzi folli dei biglietti alle difficoltà dei tifosi stranieri legate ai controlli alle frontiere. La vittoria della Spagna avrebbe dovuto spegnere le polemiche e chiudere il torneo in bellezza. Invece, ancora una volta, a prendersi la scena è stato proprio Trump.

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