19 Jul, 2026 - 18:51

A Livorno si riscalda il dibattito sui pantaloncini della vicesindaca

A Livorno si riscalda il dibattito sui pantaloncini della vicesindaca

Livorno è la città del Vernacoliere e delle beffa delle teste di Modigliani, ma è troppo anche per i labronici pensare che i pantaloncini indossati dalla vicesindaca Libera Camici in una conferenza stampa potessero diventare oggetto di una questione sessista.

Dopo una conferenza stampa convocata d’urgenza dal sindaco Luca Salvetti, i social sono diventati l’occasione per discutere non del tema affrontato dal primo cittadino ma sui pantaloncini della numero due dell’amministrazione comunale: “Perché mai la vicesindaca indossava (si suppone) calzoncini cortissimi? Si tratta forse di un abbigliamento ritenuto consono ad una pubblica conferenza stampa? Se la risposta è sì forse si ritiene naturale che gli scosci femminili siano universalmente consentiti in ogni contesto, anche formale, mentre quelli maschili no”.

Botta e risposta sull’abbigliamento di Libera Camici in conferenza stampa

“Il rispetto per l’istituzione non sta nella lunghezza di una gonna o di un pantalone – è la risposta che arriva dalla vicesindaca Camici -. Sta nel lavoro che fai ogni giorno, nelle scelte che prendi, nel modo in cui rappresenti i cittadini. Voglio essere molto chiara su un punto – ha spiegato – la conferenza stampa non era un impegno istituzionale preventivato ma sopraggiunto e lo preciso, non certo per giustificare il mio abbigliamento, perché non ho la minima intenzione di farlo. Lo preciso per far emergere l’assurdità della situazione: di fronte a un dovere sopraggiunto a cui ho risposto con prontezza, c’è chi ha preferito guardare l’orlo del mio vestito anziché la mia presenza”. E il dibattito continua, in attesa del Vernacoliere.

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