Gragnano è la località famosa per la pasta, ma ora la scoperta di una nuova porzione di necropoli preromana estesa per circa duemila metri quadri, con 85 sepolture individuate – finora sono stati identificati 16 adulti, 4 bambini e 15 infanti – porterà una ulteriore notorietà. Ma se dici pasta dici Gragnano e si deve ai lavori di ampliamento dello stabilimento del Pastificio Garofalo, che dall’inizio del 2025 hanno portato alla luce reperti risalenti a 2500 anni fa, grazie alla pronta attivazione di una cooperazione tra privato e pubblico sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. Ne parla la rivista Artribune.
L’area funeraria ritrovata appartiene, in realtà, alla più ampia necropoli già individuata alla metà degli Anni Cinquanta dall’archeologo Libero D’Orsi in località Madonna delle Grazie. All’epoca fu possibile mettere in salvo i corredi di circa 300 tombe, sottraendoli alle incursioni dei tombaroli e alla speculazione edilizia che sarebbe venuta nei decenni a seguire. Oggi, quei reperti sono custoditi al Museo archeologico di Quisisana.
Ma questa nuova fase di scavo, scrive la rivista, ha permesso di individuare al di sotto della necropoli anche strutture ancora più antiche, risalenti all’età del rame e del bronzo. Lo scavo è stato richiuso e si continuerà a lavorare sul patrimonio di oggetti rinvenuti, oltre che sui materiali biologici raccolti, preziosa testimonianza delle condizioni di vita della popolazione del VI secolo a.C., dalle malattie dell’epoca alle le abitudini alimentari e ai lavori svolti. E si potrà dire chi dice pasta, e archeologia, dice Gragnano.