19 Jul, 2026 - 14:30

Grazia a Roggero, Meloni: "Ho detto io di andare avanti". La Lega cambia la legittima difesa

Grazia a Roggero, Meloni: "Ho detto io di andare avanti". La Lega cambia la legittima difesa

La Lega sta lavorando una nuova legge sulla legittima difesa dopo la vicenda di Mario Roggero che punta ad estendere i casi di non punibilità previsti dalla norma attuale.

Nel frattempo, nella dialettica degli ultimi giorni tra Quirinale e Ministero della Giustizia sulla grazia al gioielliere di Grinzane Cavour interviene anche Giorgia Meloni. 

Sull'edizione odierna del Corriere della Sera, la presidente del Consiglio, chiarisce di essere stata lei ha dire al ministro della Giustizia Carlo Nordio di procedere per l'istituzione del procedimento per la grazia al gioiellieri di Grinzane Cavour, condannato in Cassazione a 14 anni e 9 mesi di carcere per l'omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo una rapina nella sua gioielleria nel 2022.

Nei giorni scorsi il Guardasigilli era stato richiamato dal Colle per le sue dichiarazioni sulla possibilità di grazia a Roggero.

Erano le ore immediatamente successive alla notizia della condanna e il Quirinale, dovette intervenire per sottolineare che la concessione della grazia è un potere esclusivo del Presidente della Repubblica. 

Nel centrodestra e dal ministero ci si è affrettati a chiarire che l'iniziativa di Nordio non era intesa a scavalcare le prerogative del presidente, pur continuando a sostenere la richiesta di grazia. 

Grazia a Roggero, Meloni: "Ho detto io di andare avanti" 

Questa mattina, il Corriere della Sera, riporta alcune dichiarazioni della presidente del Consiglio sulla vicenda e sull'incidente diplomatico con il Colle.

La premier fa chiarezza e rivendica la paternità dell'iniziativa del suo ministro della Giustizia. Giorgia Meloni, chiarisce di essere stata lei ad indicare al ministro Nordio di avviare la procedura per istruire una pratica di grazia in merito al caso di Mario Roggero. 

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Ma certo, gli ho detto io di andare avanti, bisogna chiamare le cose con il loro nome

chiarisce la premier, che aggiunge:

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Una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento.

Al momento dal Quirinale non sono arrivati commenti.

Le dichiarazioni di Meloni sono anche una risposta alle opposizioni di centrosinistra che in questi giorni hanno chiesto a più riprese alla presidente del Consiglio se fosse a conoscenza dell'iniziativa del suo ministro. 

Nell'articolo la presidente del Consiglio commenta anche la sentenza parlando di pena “sproporzionata”.

Salvini: "Nessuno scontro con il Quirinale". Le tensioni dopo il caso Roggero 

Giorgia Meloni ha chiarito che l'indicazione politica a Nordio è arrivata direttamente da Palazzo Chigi, come daltronde era prevedibile.

La questione della grazia a Roggero è delicata e ha creato tensioni con il Quirinale, nonostante le smentite della maggioranza, a cui le parole di oggi della delle premier potrebbero contribuire.  

Questa mattina, intervenendo a Radio 24, il vicepremier Matteo Salvini – che anche questa mattina si è recato in visita al gioielliere nel carcere di Bollate – ha ribadito che non c'è stato nessun incidente con il Quirinale.

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“Sappiamo benissimo tutti, a partire dal ministro della Giustizia, chi ha il potere di concedere la grazia. Semplicemente nulla vieta di spingere, di sollecitare, di ragionare, di riunirsi, di parlare, fatta salva la facoltà esclusiva del Presidente della Repubblica di concedere la grazia. 

Nel frattempo la Lega ha annunciato l'intenzione di presentare un nuovo ddl sulla legittima difesa che va a modifcare quello attualmente in vigore – sulla base del quale è stato condannato Mario Roggero -  e che punta ad ampliare i casi in cui si riconosce la legittima difesa. 

Legittima difesa, la Lega presenta la "legge Roggero": “Non punibile nessuna reazione”

Secondo quanto riportato dall'AdnKronos, la Lega starebbe lavorando ad una modifica del Ddl sulla Legittima Difesa che prevede la non punibilità di "qualsiasi reazione" in caso di aggressione a mano armata in casa o in negozio, "indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta".

La norma sarebbe a prima firma del senatore Claudio Borghi, e di fatto scagionerebbe chi come il gioielliere piemontese ha agito al di fuori del suo negozio, in condizioni non ritenute compatibili con la norma attuale sulla legittima difesa.

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