18 Jul, 2026 - 15:45

Perché si parla di un emendamento di Forza Italia che potrebbe favorire Renzi

Perché si parla di un emendamento di Forza Italia che potrebbe favorire Renzi

L'emendamento è stato proposto e fatto votare Forza Italia, ma riguarda soprattutto il Centro.

Si tratta del cosiddetto emendamento anti-cespugli, primo firmatario Paolo Emilio Russo, che di fatto esclude dal conteggio finale delle coalizioni tutti i partiti alleati che non raggiungono il 3%. Unica eccezione per il migliore degli esclusi. 

La norma inserita nel testo della legge elettorale, approvata giovedì in prima lettura alla Camera, ha fatto arrabbiare tutte le formazioni – nuove o in fase di formazione – della galassia centrista, perché di fatto parrebbe consegnare le chiavi del centro riformista al leader di Italia Viva. 

Cos'è l'emendamento anti-cespugli e cosa prevede la nuova norma 

Per capire perché la norma anti-cespugli di Forza Italia ha di fatto riaperto la partita nel Centro, bisogna aprire una parentesi per spiegare cosa prevede l'emendamento di Forza Italia. 

L'emendamento è stato approvato dalla Camera durante l'esame della nuova legge elettorale il 16 luglio e interviene sul peso delle liste molto piccole all'interno delle coalizioni.

Si stabilisce, infatti, che le liste che non raggiungono il 3% dei voti non vengano conteggiate nel risultato complessivo delle coalizioni ai fini della vittoria della competizione nazionale. In pratica i voti presi da quelle liste vengono esclusi dal calcolo. 

Fa eccezione solo il partito al di sotto della soglia che prende il numero maggiore di voti. Quindi se, ad esempio, ci sono due partiti sotto il 3%, quello con la percentuale più alta viene conteggiato, l'altro escluso.

L'obiettivo dell'emendamento è scoraggiare la nascita di piccoli partiti usati solo per portare voti alla coalizione. Per questo è stato ribattezzato "emendamento anti-cespugli"

Perché la norma potrebbe rafforzare Matteo Renzi e il progetto di Casa Riformista 

Se la norma non dovesse essere modificata nel prosieguo della discussione sulla legge elettorale, influirà in maniera importante sulla formazione delle future coalizioni. 

E' evidente che per le coalizioni maggiori si presenterebbe un problema di opportunità: allearsi con piccoli partiti con una forza elettorale al di sotto del 3%, con il rischio che i loro voti poi non possano contribuire al risultato finale della coalizione, non avrebbe senso.

Di conseguenza, potrebbero, aumentare le pressioni affinché i piccoli movimenti si uniscano tra loro prima delle elezioni.
I piccoli partiti per sopravvivere dovrebbero coalizzarsi con altri partiti della loro area politica, creando un soggetto unico con maggiori possibilità di superare la soglia di sbarramento. 

E' in questo scenario – secondo molti analisti - che il progetto della “Casa Riformista” di Matteo Renzi potrebbe risultare avvantaggiato. 

L'idea di Casa Riformista è quella di riunire in un'unica lista i partiti e i movimenti moderati del centrosinistra. Se le nuove regole rendono più difficile per i piccoli partiti presentarsi da soli, aumenta la pressione a convergere su un unico progetto: e poiché Matteo Renzi è il leader del soggetto centrista più strutturato, la sua posizione nelle trattative ne risulta rafforzata.

Le nuove realtà che stanno nascendo al centro come ad esempio il progetto dei sindaci promosso dall'assessore di Roma, Alessandro Onorato, o i partiti già strutturati come +Europa.

Perché l'opposizione accusa la maggioranza di favorire il centrodestra 

Il problema riguarda soprattutto il centrosinistra dove i partiti cosiddetti minori che gravitano o che potrebbero gravitare intorno al Campo Largo sono numerosi, mentre nel centrodestra di governo l'unico partito al di sotto della soglia del 3% è Noi Moderati, che tuttavia sarebbe comunque al riparo, poiché sarebbe la prima lista con la percentuale più alta al di sotto del 3%.

Per Chiara Braga, capogruppo alla Camera del Partito Democratico, con l'emendamento di Russo 

virgolette
“milioni di voti rischiano di essere tagliati fuori. Ancora una volta si rende chiaro quale è il vero obiettivo della destra: cucirsi addosso una legge elettorale e su misura per provare a danneggiare la coalizione di centrosinistra che è competitiva e cresce nei consensi. 

Una recente simulazione di Youtrend basata sulle percentuali degli ultimi sondaggi, in caso di elezioni il centrosinistra passerebbe dal 44,3% al 43% dovendo sottrarre la percentuale di +Europa che con l'1,3% non verrebbe conteggiata.

Parteciperebbe al computo, invece, Italia Viva che con il 2,4% sarebbe la prima lista del campo largo sotto il 3%.

virgolette
“Non funziona così. La politica non è algebra e non ci si può mettere insieme perché costretti, senza che ci sia un'interlocuzione autentica tra partiti, che porti a una convergenza sui temi altrettanto autentica”.

Ha dichiarato al quotidiano La Stampa, il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

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